domenica 12 ottobre 2014

L’assemblea di condominio non può obbligarti a rifare i balconi.


Non avete pagato le quote condominiali per la manutenzione straordinaria della facciata del palazzo dove abitate? Questo articolo potrebbe tornarvi molto utile: alcune di queste somme richiestevi dall’amministratore, infatti, non sono dovute. Ci riferiamo, in particolare, a quella parte dei lavori che riguardano il terrazzo del vostro appartamento. Infatti, per giurisprudenza costante, questi ultimi rientrano nelle parti dell’immobile di titolarità del solo condomino e non fanno parte, dunque, della comunione. Per cui nessuno – neanche l’assemblea, con voto all’unanimità – potrà costringervi a ristrutturare parti del vostro appartamento che ricadono nella vostra proprietà esclusiva, come appunto i balconi.

La conseguenza pratica di questo principio è una sola: nessuno può dirvi cosa fare a casa vostra, né tantomeno può imporvi spese.

A dare questo importante suggerimento è una sentenza della Cassazione di qualche giorno fa .

Si legge in sentenza: tutte le volte in cui la delibera dell’assemblea di condominio e il conseguente piano di ripartizione delle quote (secondo millesimi) hanno ad oggetto oneri ed opere relative a ristrutturazioni su beni non condominiali, ma individuali, la richiesta di pagamento – inoltrata anche a mezzo di decreto ingiuntivo – è nulla, così come è illegittimo il riparto di tali spese.

In tal caso, al condominio che sia stata notificata una richiesta di pagamento, spetterà andare dal giudice e ottenere la decurtazione, da tali spese, di quelle inerenti il terrazzo.

Non ha infatti alcun valore, per la nostra legge, la delibera adottata dall’assemblea per ripartire le spese dei lavori se, oltre ai beni di natura condominiale, come la facciata dell’edificio, si riferisce anche a elementi architettonici di proprietà esclusiva, come i balconi degli appartamenti. E ciò anche quando la decisione risulta adottata all’unanimità.

In generale, sono illegittime la decisione e la ripartizione delle spese quando hanno ad oggetto opere e oneri relativi a ristrutturazioni non condominiali ma individuali: esattamente come avviene nel caso dei rifacimenti dei balconi, che ricadono nella titolarità esclusiva dei proprietari degli appartamenti cui accedono.

In definitiva, tutte le volte in cui gli oneri per la ristrutturazione dei balconi risultano comunque inseriti nel totale del computo delle spese da dividere, esse vanno sottratte e non possono essere né addebitate, né imposte al condomino.  È, infatti, evidente che si tratta di opere di natura individuale e non di proprietà comune.


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