lunedì 3 giugno 2013

Condominio, 7 compiti per l'amministratore.

Ecco le nuove regole: che cosa deve fare per rendiconti, fornitori, portieri e casi di morosità.

Sembra una conseguenza inevitabile delle riforme: gli utenti finiscono per spendere di più. Una regola a cui non sfugge nemmeno la modifica delle vecchissime norme sul condominio. Una voce di spesa che appare destinata ad aumentare è quella per l'amministratore. Il progetto di dare vita a un albo professionale è stato abbandonato, ma le responsabilità di chi gestisce un edificio sono tali da tagliar fuori i dopolavoristi. 

Tra  vecchie norme non abrogate e nuove prescrizioni emergono sette compiti dell'amministratore:
1) eseguire le delibere dell'assemblea, convocarla annualmente per il rendiconto e curare l'osservanza del regolamento di condominio, irrogando le sanzioni a chi lo viola;
2) disciplinare l'uso delle cose comuni;
3) riscuotere i contributi ed erogare le spese occorrenti alla manutenzione, perseguendo in tempi stretti i comportamenti, sempre più diffusi, dei condòmini morosi;
4) eseguire gli adempimenti fiscali per pagare dipendenti (il custode) e fornitori;
5) curare la tenuta dei registri condominiali e conservare tutta la documentazione sulla gestione
6) fornire l'attestazione relativa allo stato dei pagamenti e delle eventuali liti in corso
7) redigere il rendiconto annuale di gestione e convocare l'assemblea per l'approvazione entro 180 giorni.

Considerando il cumulo di incombenze la riforma ha introdotto la possibilità di nominare una società e non una persona fisica.

Fonte: Gino Pagliuca su Corriere della Sera Economia 

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