venerdì 31 maggio 2013

Efficienza energetica in cerca di linee guida.


«La moneta cattiva scaccia quella buona». Questa antica legge dell'economia vale anche per il risparmio energetico in condominio, dove un singolo intervento mal progettato o mal realizzato può rovinare la "reputazione" di un'intera tecnologia. Quante persone si sono convinte che coibentare il sottotetto sia inutile dopo aver sentito le lamentele di un vicino di casa che ha speso molti soldi senza aver ridotto di un euro la bolletta? Al contrario, l'intervento può essere utilissimo, ma solo se pianificato nel contesto di un'accurata analisi del sistema involucro-impianto. 

Nel caso specifico, ad esempio, coibentare il sottotetto senza intervenire sulla regolazione del calore può essere addirittura controproducente.Al di là delle risorse economiche – comunque difficili da reperire in tempi di crisi – il primo ostacolo per il risparmio energetico in condominio è il deficit di conoscenza da parte di proprietari e amministratori. Ed è proprio per offrire indicazioni operative per il risanamento degli edifici che è stato avviato il progetto «Abitare biotech», promosso dal gruppo energetico E.On con Anaci, associazione di amministratori condominiali. Il progetto è stato presentato la scorsa settimana a Milano nell'ambito di una tavola rotonda in cui è stato anche annunciato il rinnovo della nvenzione triennale tra E.On e Anaci, per la fornitura di energia ai condomìni amministrati dai professionisti iscritti all'associazione.

L'obiettivo di «Abitare biotech» è arrivare a definire entro l'autunno un pacchetto di linee guida che consentano ai privati di decidere gli interventi più efficaci in termini di risparmio energetico e riqualificazione degli edifici. Facendo in modo che un investimento nell'ordine dei 300-400 euro al metro quadrato possa tradursi in un risparmio garantito e in un incremento di valore immediato dell'immobile. Da un primo confronto con gli esperti sono emerse sette mosse giuste da effettuare in condominio. Certo, resta la difficoltà di individuare i tecnici e le imprese migliori. Per il momento, vale un'indicazione pragmatica: scegliere soggetti attivi da tempo su piazza, visionando i lavori già eseguiti e verificando la soddisfazione dei vecchi clienti. Ma la via è obbligata, anche alla luce del recepimento della direttiva 2010/31/Ue sugli edifici a consumo "quasi zero", di cui il Governo ha avviato venerdì scorso l'esame.

Fonte: Cristiano Dell'Oste su Il Sole 24Ore

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