mercoledì 21 novembre 2012

Riparare l’ascensore: pagano tutti? Non chi va a piedi

 
Se le spese di riparazione dell’ascensore non sono straordinarie il proprietario dell’appartamento al piano terra non è tenuto a corrisponderle. Inoltre, sono eccessive le spese di lite pari a dieci volte il valore della causa. Questi i contenuti essenziali della sentenza della Cassazione 15638/12.

Il caso: in ascensore. Dal Giudice di Pace alla Corte di Cassazione, oggetto del contendere le spese condominiali necessarie alla manutenzione dell’ascensore. Uno dei condomini, di professione avvocato, si opponeva al decreto ingiuntivo emesso nei suoi confronti dal condominio per la somma di 172,82 € e il Giudice adito accoglieva l’opposizione.

Veniva rilevato, infatti, che la spese facevano riferimento alla manutenzione ordinaria dell’ascensore e che il condomino ingiunto è proprietario di un appartamento, con la conseguenza che le sono addebitabili le sole spese straordinarie inerenti l’ascensore.

Spese di riparazione…Il condominio propone ricorso per cassazione, lamentando innanzi tutto la mancata impugnazione di parte opponente della delibera assembleare di approvazione della spesa, oltre che la qualificazione della spesa come ordinaria.

La Suprema Corte giudica inammissibile il primo motivo, in quanto foriero di questioni nuove non dedotte nel giudizio di merito, e rigetta il secondo, confermando così che le ‘piccole’ e fisiologiche spese di manutenzione sono ordinarie e pertanto non devono essere sostenuto del proprietario del piano terra.

…e giudiziali. È invece accolto il quinto motivo di ricorso, con il quale il condominio censura la liquidazione delle spese effettuata dal giudice di prime cure.
Infatti, a fronte di un valore della causa pari a 172 €, le spese di lite erano state quantificate in 1.800 €, nonostante l’opponente non avesse nemmeno depositato nota spese. Risulta assente, nella motivazione della sentenza oggetto del ricorso, l’indicazione delle ragioni che avrebbero giustificato un simile discostarsi dai limiti tariffari.

La conseguenza della critica mossa al criterio di ragionevolezza utilizzato dal Giudice di Pace nel liquidare le spese è la cassazione sul punto, con rinvio, della sentenza impugnata.
 
Fonte: La Stampa

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