lunedì 12 novembre 2012

Più trasparenza e meno divieti con la riforma del condominio.

 
L’approfondimento di questa settimana è dedicato alla riforma del diritto condominiale che dopo alterne vicende ed un serrato dibattito sembra vedere ormai prossimo il traguardo dell’approvazione. Vediamo di capire quali saranno le novità più significative nell’ipotesi in cui le nuove norme dovessero effettivamente entrare in vigore.

Parti comuni dell’edificioViene riformulato il contenuto dell’art. 1117 c.c. che individua ed elenca in modo più analitico le parti comuni dell’edificio, senza però considerare tali disposizioni tassative e viene ampliata la nozione di condominio, comprendendo anche i c.d. “condominii orizzontali” (residence, super-condomini, villaggi residenziali e simili). Tra le novità più importanti va anche ricordata la possibilità di modificare le destinazioni d’uso delle parti comuni nell’interesse del condominio senza necessariamente ricorrere al presupposto del consenso di tutti. La disposizione consentirà di isolare l’ostruzionismo del singolo condomino che con il suo unico parere contrario impedisce oggi un più comodo utilizzo della cosa comune. Diventa più facile approvare le innovazioni aventi ad oggetto questioni sulla sicurezza, sull’abbattimento delle barriere architettoniche, sul conferimento di consumi energetici, ma anche in materia di parcheggi, pannelli solari, impianti radiotelevisivi e telematici.

Tutelati gli animaliUna particolare attenzione è stata dedicata anche alla tutela degli animali in appartamento in quanto le norme del regolamento condominiale non potranno più contenere divieti di possedere o detenere animali domestici. Questa misura è stata particolarmente apprezzata dalle associazioni degli animalisti che da anni sostengono un pieno riconoscimento di tale disposizione.

AmministratoriLa riforma valorizza l’obbligo di formazione periodica degli amministratori e una maggiore trasparenza nella gestione, introducendo alcuni requisiti minimi per potere svolgere la professione di amministratore, così da garantire una maggiore competenza, senza però impedire che nei piccoli fabbricati l’amministrazione condominiale continui ad essere affidata ad un condomino interno. Inoltre, l’assemblea può deliberare la creazione di un sito internet del condominio, che utilizzi un sistema di accesso individuale e protetto, per consultare gli atti e i rendiconti.

Contributi condominiali Tra le attribuzioni dell’amministratore resta anche quella di riscuotere i contributi condominiali e provvedere alle spese, ma viene inserito l’obbligo di agire giudizialmente nei confronti dei morosi in modo da ottenere un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo entro sei mesi dall’approvazione del rendiconto consuntivo, a meno che l’assemblea non lo dispensi. È stato inserito l’obbligo di nominare l’amministratore solo nelle ipotesi in cui vi siano otto condomini, cosicché al di sotto di tale soglia non sarà necessario.

RiscaldamentoIl singolo condomino potrà chiedere di distaccarsi dall’impianto centralizzato quando il proprio appartamento non sia sufficientemente riscaldato per problemi tecnici all’impianto condominiale se non vengono risolti nel corso di una stagione e purché dal distacco non risultino squilibri che alla normale erogazione di calore agli altri appartamenti. Se il distacco comporta una spesa aggiuntiva chi si separa deve partecipare alle spese di manutenzione straordinaria dell’impianto.
 
Fonte: Dott. Giuseppe Spoto su Il Messaggero

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