lunedì 26 novembre 2012

Condominio: ''Un pasticcio, si litigherà di più''

 
Le autorizzazioni dell'assemblea condominiale? In molti casi saranno più difficili da ottenere. Le modifiche alle aree condominiali comuni? Saranno più complicate che in passato.
E la ragione è che con la Riforma del Condominio varata in Senato, anni di Giurisprudenza e di prassi consolidate sono stati praticamente buttati nella spazzatura.
Se ieri Rosario Calabrese, presidente dell’Unai, la più antica associazione degli amministratori di condominio in Italiaha definito la legge la "più brutta degli ultimi 150 anni”, oggi non ha cambiato idea.
“E’ stata scritta in maniera pasticciata”, dice, “così pasticciata che se oggi la percentuale dei contenziosi in materie condominiali è al 47%, in futuro rischia di raddoppiare”.
Amministratori contro
Giudizio non diverso da quelli delle altre associazioni che rappresentano la categoria, che, anche se con diverse sfumature, hanno tutti espresso pareri negativi sulla norma. L’ostilità dei professionisti nei confronti della nuova legge non ha però nulla a che vedere con i nuovi obblighi che riguardano la figura dell’amministratore, tutt’altro.
Più garanzie per gli amministrati
“Questo”, spiega Calabrese, “e’ uno dei pochi aspetti positivi della riforma, che finalmente prevede per i professionisti una formazione specifica e corsi di aggiornamento periodici. A differenza di quanto avviene oggi, inoltre, la formazione potrà essere fatta solo dalle tre associazioni di categoria riconosciute vigilate dal Ministero della Giustizia, ai sensi del DLgs206/07 (nell’ordine: Unai, Anaci, Anammi).
Il rovescio della medaglia
Il rovescio della medaglia, però, è una riforma che su certi punti, per dirla con le parole del più autorevole rappresentante della categoria, “ha cancellato 70 anni di Giurisprudenza”, con il risultato che su molte questioni, da domani si dovrà ricominciare da zero.
Cambio di destinazioone d'uso, quante complicazioni
L’esempio più eclatante è quello del cambio di destinazione d’uso delle parti comuni. Il provvedimento licenziato dal Senato cambia il quorum per ottenere il sì dell’assemblea, che si otterrà con una maggioranza di 4/5 dei condomini e di 4/5 dei millesimi.
E’ in apparenza un grande passato avanti rispetto al passato, quando, (secondo ciò che recita il commento degli estensori) era richiesta l’unanimità. Nei. Nei fatti, però, le cose stanno molto diversamente, perché, come spiega Calabrese, “per Giurisprudenza consolidata il cambio di destinazione è ormai considerato un’innovazione, e fino all’altro ieri, con le vecchie norme, una richiesta di questo tipo otteneva il via libera in assemblea con un quorum più basso. Da domani, invece, la situazione sarà molto più complicata”.
Disabili nei guai per l'ascensore
E che dire dei disabili e permessi per ottenere l'abbattimento delle barriere architettoniche', compresa l’installazione di un ascensore negli stabili? La riforma cambia le regole, e anche in questo caso stabilisce un nuovo quorum, stravolgendo prassi ormai consolidate. “Occorrerà un quorum di 500 millesimi sia in prima che in seconda seduta”, spiega Calabrese, “ma con le vecchie norme, nell'assemblea di seconda convocazione, di millesimi ne bastavano 333,33”.

Fonte: Giorgia Nardelli su Il Salvagente.it

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