venerdì 23 novembre 2012

Cassazione: il condominio deve provvedere allo sfiato dei caloriferi.

 
I termosifoni continuano a restare di proprietà del singolo condomino, ma alla loro manutenzione deve provvedere il condominio, tenuto dunque a controllare il loro regolare funzionamento al punto di doversi fare carico anche dell'intervento sulle valvole di sfiato in dotazione a tutti i radiatori.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione con sentenza n.19616 del 12 novembre 2012 sul presupposto che gli impianti ed i servizi condominiali, per essere perfettamente funzionanti, devono assicurare, a parità di condizioni, la stessa prestazione e utilità a tutti i condomini.
Era successo che un condomino, lamentando la carenza di riscaldamento nella propria unità immobiliare, aveva chiesto all'amministratore di sottoporre il suo problema all'assemblea affinché in tale sede si assumessero i provvedimenti più opportuni per garantirgli una regolare erogazione del riscaldamento. Avverso la delibere dell'assemblea di rifiuto ad intervenire, il condomino aveva radicato il giudizio di impugnazione per ottenerne l'inefficacia. La consulenza tecnica disposta dal giudice in corso di causa aveva individuato le cause dell'insufficiente riscaldamento nel formarsi di gas all'interno di ogni radiatore, che ne pregiudicava il funzionamento. Per eliminare il lamentato inconveniente era dunque necessario intervenire manualmente sulle valvole di sfiato di ogni termosifone. L'impianto centralizzato, in buona sostanza, funzionava perfettamente e solo l' accumulo di notevole quantità di gas nei termosifoni aveva impedito la circolazione di acqua al loro interno.

Sta di fatto che il primo giudice di merito, a differenza poi del secondo che l'aveva nettamente contraddetto, aveva dichiarato l'inefficacia delle delibera di diniego e condannato il condominio ad eseguire tutti gli interventi idonei a garantire il regolare servizio di riscaldamento nell'unità immobiliare del condomino impugnate.
Le parti ricorrevano in Cassazione e la Suprema Corte non ha avuto dubbi a confermare la sentenza del primo giudice, non essendo nemmeno "pensabile che un condomino possa o debba assumersi l'onere, ben poco conta se impegnativo o sopportabile, di effettuare uno o più interventi per rendere perfettamente funzionante un impianto condominiale".

Insomma, il condomino ha il diritto di avere il giusto riscaldamento nel proprio appartamento e se non ce l'ha non deve nemmeno preoccuparsi di eliminare l'accumulo di aria o di gas formatosi nel radiatore con una manovra semplicissima consistente nell'apertura delle singole valvole di sfiato.

La sentenza è destinata senza dubbio a sollevare non pochi problemi in condominio, se è vero, come è vero, che qualsiasi tipo di manutenzione e/ o intervento sulle singole superfici radianti site nelle unità immobiliari sono di norma poste a carico di colui che le occupa e non già della collettività dei condomini. Diversamente ragionando, si dovrebbe preventivamente imporre a ciascuno di adottare uno specifico radiatore scelto dell'assemblea ed impedirne la sostituzione con altri di diversa portata e/o modello. Solo in tal modo potrebbe poi ravvisarsi un obbligo di intervento a carico del condominio in caso di carenza del servizio di riscaldamento dovuto a cattivo funzionamento del singolo termosifone.
 
Fonte: Augusto Cirla su Il Sole 24Ore

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