mercoledì 5 settembre 2012

Niente rimborso all’amministratore: il rendiconto deve essere approvato.

 
Il nuovo amministratore di un condominio, se non autorizzato dai partecipanti alla comunione, non ha il potere di approvare incassi e spese condominiali. La ricognizione di debito, infatti, richiede un atto di volizione da parte dell’assemblea.
L’ex amministratore di un condominio ottiene dal tribunale un decreto ingiuntivo di pagamento della somma di oltre 60 milioni di lire a titolo di rimborso di anticipazioni di spese condominiali. Il condominio si oppone. La Corte d’appello revoca il decreto ingiuntivo, condannando l’ex amministratore alle spese del doppio grado di giudizio.
 
A ricorrere sono gli eredi dell’ormai defunto ex amministratore. Ricorso che, a parere della Suprema Corte (sentenza 8498/12), non merita accoglimento. La Cassazione, dunque, ha modo di ribadire un principio già stabilito dalla stessa sezione: «la deliberazione dell’assemblea di condominio che procede all’approvazione del rendiconto consuntivo emesso dall’amministratore ha valore di riconoscimento di debito solo in relazione alle poste passive specificamente indicate: pertanto, ove il rendiconto – che è soggetto al principio di cassa – evidenzi un disavanzo tra le entrate e le uscite, l’approvazione dello stesso non consente di ritenere dimostrato, in via di prova deduttiva, che la differenza sia stata versata dall’amministratore con denaro proprio», anche perché la ricognizione di debito richiede un atto di volizione da parte dell’assemblea.
 
Inoltre, gli Ermellini affermano che «il nuovo amministratore di un condominio, se non autorizzato dai partecipanti alla comunione, non ha il potere di approvare incassi e spese condominiali risultanti dai prospetti sintetici consegnabili dal precedente amministratore». In pratica, non basta la sottoscrizione del verbale di consegna tra il vecchio e il nuovo amministratore che attesti una situazione di cassa contente un passivo «in relazione ad anticipazione di pagamenti ascritte al primo». In conclusione il ricorso degli eredi, che dovranno rimborsare le spese processuali al condominio resistente, è respinto.
 
Fonte: La Stampa

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