mercoledì 23 maggio 2012

Viva i negozi, ma non troppo sotto casa.


Sono una comodità o una convivenza forzata? Si parla tanto del vantaggio di poter fare la spesa nei piccoli negozi sotto casa, ma in presenza di alcuni esercizi commerciali gli italiani sono pronti a storcere il naso. Specie se, gli esercizi in questione si trovano proprio nello stesso palazzo in cui si abita. Il 12% degli italiani considera infatti la presenza di negozi e botteghe nello stesso condominio più come un problema che come una risorsa. E se in alcuni casi sono disposti a concedere un certo apprezzamento, ad esempio, a uno studio medico o a un mini-market, la condanna è senza appello nei confronti di locali notturni, officine e pescherie.
"Le attività commerciali di piccole e piccolissime dimensioni – spiega Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it, che ha realizzato l'indagine su un campione di oltre 5.000 italiani alle prese con l'acquisto, la vendita o l'affitto di una casa, – hanno da sempre fatto da contorno alla vita quotidiana degli italiani; solo negli ultimi anni l’avvento della grande distribuzione organizzata e decentrata in periferia, ha cambiato la struttura delle città. In questa situazione fare i conti con gli svantaggi, oltre che con i vantaggi evidenti legati all’avere attività commerciali e professionali nei pressi della propria abitazione, diventa più difficile".
 
Ci sono comunque attività commerciali che non è male avere sotto casa. Ad esempio, gli italiani non disdegnano la presenza nel loro palazzo di centri di consulenza, ad esempio di studi medici (35%), professionali (30%): di avvocati, un commercialisti o notai. La tipologia di utenza, gli orari di apertura al pubblico e l’evidente comodità in caso di bisogno di un consulto sono tutti elementi che rendono più facile la convivenza. Seguono, a distanza, i supermercati (28%) e i centri estetici (23%, parrucchieri e barbieri compresi): indispensabili e in grado di risolvere le eventuali emergenze. Sì anche alle pasticcerie – gradite dal 18% del campione, forse per il buon profumo che diffondono nel quartiere – gli asili nido (17%), indubbia risorsa per i genitori che lavorano, i bar tabacchi (17%) e i negozi di abbigliamento (15%). La situazione diventa più difficile nel caso di altre attività: i nostri connazionali non vorrebbero mai trovarsi gomito a gomito con un locale notturno, con il 61% del campione schierato sul piede di guerra a causa del rumore della clientela e degli orari d’apertura, nemici della tranquillità domestica.
Avversarie del silenzio, e quindi bocciate come vicine di casa, sono poi anche le officine, detestate dal 38% del campione: meccanici, gommisti e elettrauto, nonostante la loro evidente utilità, fanno troppo rumore ed è meglio averle a distanza di sicurezza. No anche agli odori sgradevoli, per cui sono al bando le pescherie, addirittura al terzo posto della classifica con il 33% delle risposte precedendo addirittura uno spauracchio classico della vita in condominio: i ristoranti take away (29%). Fanno paura anche rosticcerie, paninoteche, pizzerie al trancio e venditori di kebab, non solo per gli odori sgradevoli, ma anche e soprattutto per l’apertura notturna e per il chiacchiericcio degli avventori.
Per concludere una curiosità: alcuni esercizi, tra cui gli studi medici e gli asili nido, sono nella parte alta della classifica sia degli esercizi apprezzati, sia di quelli avversati. La comodità di avere un servizio a portata di mano ha come rovescio della medaglia il movimento di persone e il rumore che ne consegue.

Fonte: TGCOM24

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