mercoledì 16 maggio 2012

Verbale di assemblea condominiale modificato: non è reato se presentato come copia.


L’amministratrice di un condominio porta, in un giudizio civile, una copia del verbale di assemblea condominiale difforme dall’originale, per la rimozione di un capoverso e per l’aggiunta di altro capoverso estraneo al testo della delibera adottata. I giudici del primo grado avevano assolto l’imputata, ma, su ricorso del P.G., la Corte d’appello riformava la pronuncia assolutoria, ritenendo responsabile del reato di falsità in scrittura privata l’amministratrice (art. 485 c.p.).

La questione arriva davanti alla Corte di Cassazione che, con la sentenza 9608/12, ricorda un principio ormai consolidato nella giurisprudenza di legittimità. Gli Ermellini, infatti, ribadiscono che «l’alterazione della copia fotostatica di un documento, priva di attestazione di autenticità, esibita come tale e senza farla valere come originale, non integra il delitto di falsità materiale». In sostanza, la copia, essendo una mera riproduzione, non può acquisire valenza probatoria «se non attraverso l’attestazione di conformità legalmente appostavi». Si tratta di una riproduzione redatta al computer, non firmata e non autenticata, presentata come copia, per questo la Cassazione ritiene fondato il ricorso. Di conseguenza, fatto non previsto dalla legge come reato e sentenza annullata senza rinvio.

Fonte: La Stampa

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