mercoledì 9 maggio 2012

Patto con gli amministratori di condominio."Così staneremo chi non paga la tassa".


La "proposta innovativa" sta per arrivare sul tavolo del sindaco Alemanno e potrebbe davvero innescare una rivoluzione, a patto d'essere ben interpretata. La carta segreta per aiutare l'Ama a scoperchiare il pentolone dell'evasione si chiama: amministratore di condominio. Potrebbe essere lui, il custode dei conti e della serenità tra coinquilini, la figura chiave per smascherare i furbetti dei metri quadri (quelli cioè che ne dichiarano meno per abbattere la base di calcolo della tariffa sui rifiuti) e i fantasmi della Tari (ovvero chi l'imposta non l'ha pagata mai). L'uomo che, almeno in teoria, tutto conosce: sia la posizione anagrafica dei singoli condòmini, sia la superficie reale dei vari appartamenti, in base alla quale effettua poi la ripartizione delle spese.

Spiega l'ad di Ama Salvatore Cappello: "Non dico di riproporre alla lettera il modello Venezia, dove l'amministratore risponde in solido del pagamento della tariffa, per cui in caso di mancato o mendace esborso al Comune rischia di rimetterci lui in prima persona, però a qualcosa di simile si potrebbe arrivare. Ma serve una modifica al regolamento capitolino, che i nostri tecnici stanno studiando".

Se però alla fine dovesse piacere al sindaco, questa specie di via di mezzo tra James Bond e l'ispettore delle tasse dovrebbe essere disciplinata in un'apposita delibera da approvare prima in giunta, quindi in consiglio comunale.
Sarebbe l'ultima tappa di una catena costruita per recuperare almeno una parte dei 150 milioni evasi ogni anno. Insieme all'incrocio con le varie banche dati (dal Catasto alla Camera di Commercio) e alla ripulitura degli archivi di Ama (per rimuovere le utenze ormai cessate da anni e inserire quelle non ancora regolarizzate: com'è stato appena fatto con le 65mila posizioni che avevano fatto richiesta di condono nel 2003). Un'attività a tenaglia sta già facendo emergere migliaia di casi sospetti. "Ecco perché conviene mettersi in regola", spiegano i tecnici dell'azienda. "Se si viene scoperti, infatti, toccherà pagare il pregresso degli ultimi 5 anni, più la sanzione pari al 200% dell'imposta evasa. Mentre con l'adesione spontanea, effettuabile anche online, la sanzione si abbatte di un terzo".

Fonte: Giovanna Vitale su La Reppublica

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