mercoledì 4 aprile 2012

L’assemblea di condominio si trasforma in un ring: si va al quarto round per accertare il reato.


Le assemblee di condominio, si sa, sono spesso teatro di accesi scontri e sono il luogo dove i condomini danno sfogo ai rancori nutriti nei confronti dei vicini. Ed è così, infatti, che durante un’assemblea “molto vivace” due proprietari di casa passano dalle parole ai fatti. In preda all’ira, uno colpisce con uno spintone l’altro che cade all’indietro. Per fortuna non ci sono conseguenze particolarmente gravi, ma il gesto è sufficiente a far scattare l’accusa di lesioni personali contro il suo autore.

I condomini sono in disaccordo pure sulla ricostruzione dei fatti. Parte dunque il processo e il Tribunale emette una sentenza di condanna. L’imputato ricorre in appello e la Corte territoriale lo assolve. I due condomini litigano anche sulla ricostruzione della dinamica dei fatti e ad avviso dei giudici di secondo grado non c’era modo di scegliere tra la versione proposta dalla parte offesa e quella prospettata dall’imputato.

Le prove acquisite, secondo la Corte d’appello, non consentivano di superare l’incertezza. Si arriva quindi in Cassazione. I giudici d’appello assolvono, ma omettono di valutare le circostanze del fatto. La parte offesa lamenta la contraddittorietà della sentenza d’appello e il fatto che i giudici avrebbero trascurato del tutto le risultanze oggettive fattuali. Le testimonianze, infatti, avevano ricostruito in modo chiaro la dinamica dei fatti che dunque erano tutt’altro che incerti. La Cassazione, con la sentenza n. 4703/12 accoglie il ricorso rilevando un sostanziale difetto di motivazione che impedisce di cogliere la ratio della decisione.

La Corte d’appello, infatti, ha omesso di «valutare oggettive circostanze del fatto, pur specificamente scrutinate dal primo giudice, assumendo genericamente che gli elementi di valutazione acquisiti non consentivano opzione sicura di scelta tra le contrapposte versione dei fatti». La Cassazione annulla quindi la sentenza impugnata e rinvia ad altra Sezione della corte d’appello per un nuovo giudizio.

Fonte: La Stampa

Nessun commento:

ShareThis

LinkWithin

Blog Widget by LinkWithin

wibiya widget