lunedì 5 marzo 2012

Nei condomini italiani ogni 12 minuti una lite.

Nel 2009 ben 37mila liti: sotto accusa i rumori molesti o il poco rispetto dell'igiene, ma c'è anche un problema di intolleranza

Convivenze difficili. Il turbamento della quiete e la mancata igiene degli spazi condominiali sono le principali cause di dissapori e liti tra i proprietari degli animali e gli altri condomini. I dati dell’Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) sono significativi: nel 2009 sono state almeno 37mila le liti condominiali in Italia scatenate da animali. Secondo i dati relativi alle segnalazioni raccolte nel 2009 dai servizi online gratuiti dell’associazione, nei condomini italiani si litiga ogni 12 minuti per motivi legati alla presenza di animali. Sempre nel 2009 le liti condominiali provocate da animali hanno causato in 54 casi addirittura dei feriti. Per quanto riguarda gli animali oggetto delle segnalazioni i cani rappresentano il 70% del totale, seguono i gatti con il 26%, i conigli con il 2%, mentre il restante 2% è riferito ad altri animali come tartarughe e uccelli canterini.

Consigli degli esperti

“Le regole della convivenza civile – spiega Massimo Principato, amministratore di condominio associato Anaci (Associazione amministratori di condominio) Roma - impongono al proprietario dell’animale di adottare alcuni accorgimenti per evitare di disturbare gli altri condomini e osservare le corrette norme igieniche. Quindi è necessario avere cura dell’animale e pulirlo adeguatamente per garantirne il benessere psico-fisico e puntare a un migliore rapporto con gli altri condomini. Un elemento fondamentale del comportamento è la raccolta delle deiezioni animali. E’ indispensabile, inoltre, insegnare al nostro cucciolo a non danneggiare le parti comuni”.

Danni a terzi

La Corte di Cassazione
ha invitato inoltre i proprietari di animali domestici ad adottare particolari cautele per evitare che i cani possano arrecare danni a terzi anche quando si trovano all’interno di un condominio.

Museruola e guinzaglio

La Cassazione (con la sentenza 4672/2009 ) spiega che chi vuole portare il proprio cane nel cortile condominiale deve custodirlo con particolare cautela e quindi munirlo di museruola e guinzaglio corto, poiché se l’animale aggredisce qualcuno si è responsabili anche sotto il profilo penale. Molti regolamenti di condominio vietano esplicitamente di tenere in casa un animale domestico. Di solito le persone non tengono conto di questa regola, ma può succedere che un condomino minacci il ricorso al tribunale per ottenere l’allontanamento dallo stabile del cane. Secondo la Cassazione il regolamento condominiale non è sufficiente per proibire la detenzione degli animali domestici, dal momento che una norma del genere andrebbe ad impattare sul diritto di proprietà. “Il divieto di tenere animali domestici negli appartamenti condominiali – prosegue Principato - pertanto, limitando il diritto esclusivo di ciascuno, non può essere contenuto negli ordinari regolamenti approvati a maggioranza semplice, non potendo tali regolamenti limitare le facoltà comprese nel diritto di proprietà dei condomini sulle porzioni del fabbricato appartenenti ad essi in via esclusiva (Cass. civ. n. 12028/93)”. Quindi per vietare gli animali domestici all’interno di un condominio è necessario indire un’assemblea condominiale e ottenere l’unanimità dei condomini per ottenere l’allontanamento dell’animale.

Decalogo Aidaa

Infine ecco alcune semplici regole tratte dal Decalogo dell’Aidaa. Portare sempre il cane al guinzaglio corto (m 1,50) e con la museruola, nel giardino condominiale e nell'ascensore. Ricordarsi di portare sempre con sè un deodorante per togliere gli odori dell'animale e del materiale per l'eventuale pulizia degli ascensori qualora il fido perda il pelo. Non lasciare mai il cane per le scale condominiali o negli spazi condominiali chiusi e nei giardini condominiali (tranne diverse disposizioni del regolamento condominiale). Raccogliere sempre e con gli appositi sacchettini le deiezioni dei propri cani e pulire con appositi prodotti (non nocivi a cani e bambini) qualora il cane faccia la pipì negli spazi condominiali o nel giardino comune. Se si possiede un giardino di proprietà utilizzato dal cane, quest’ultimo deve essere sempre tenuto pulito in modo da evitare sgradevoli odori ai vicini. Basterebbe osservare tutto ciò per evitare tante risse in condominio e noiose questioni legali.

Fonte: Lucilla Quaglia de Il Messaggero

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