mercoledì 7 marzo 2012

Morosità alta in un condominio su quattro.


La crisi non fa esplodere la morosità. Il 25% di condomini che registrano scarsa puntualità da parte di una percentuale di condòmini tra il 20% e il 50% comincia a essere preoccupante. Ma in Italia non è mai stata molto inferiore, soprattutto se consideriamo il costume generale di pagare 'a 90 giorni fattura' anche in tempi di vacche grasse. Questo è solo il primo dato emerso dalla ricerca condotta - in esclusiva per Casa24 Plus - da Harley & Dikkinson su un panel di 500 amministratori in tutta Italia, rappresentative della categoria in quanto selezionati in base alla collocazione geografica e al numero di condomini amministrati.
Rispetto al novembre 2008, quando un'analoga ricerca venne condotta da Harley & Dikkinson, le percentuali sono anzi migliorate: allora solo nel 60% dei condomini la percentuale dei morosi stava sotto il 20%, oggi siamo al 73 per cento, quindi la puntualità è, nel complesso, maggiore; complice, forse, anche la maggiore parsimonia nelle spese straordinarie (si veda Casa24 Plus del 16 febbraio scorso).
Indicativa, però, è l'incidenza della morosità sul bilancio, che oggi si aggira intorno al 19 per cento, ed era poco sotto il 20% nel 2008. In questo caso, quindi, il miglioramento è inesistente e i dati ci dicono che, anche se i condòmini puntuali sono aumentati, evidentemente è aumentata anche la scelta di non pagare tra chi è alle prese con scadenze economicamente più impegnative. Questo spiega la stabilizzazione dell'incidenza della morosità sul bilancio.
Certo, considerando che la movimentazione di denaro legata ai condominii si aggira sull'1% del Pil, il rallentamento del cash flow su un importo di 3 miliardi non è cosa da poco. Anche se in generale, ci dice la ricerca, i tempi sono abbastanza contenuti: il 18% paga entro 3 mesi e il 45% entro sei. Più di un terzo, però, ritarda anche sino a un anno mentre gli irrecuperabili sono solo il 2 per cento del totale.
Relativamente efficiente è l'azione di contrasto degli amministratori: il 18% aspetta solo 3 mesi e il 45% da 3 a 6 mesi, il 35% da sei mesi a un anno. Ma questo dato va letto con l'analisi della tipologia delle azioni verso i morosi: quasi la metà degli amministratori sceglie la rateazione concordata. Ecco allora che l'attesa di almeno tre mesi per agire si comprende meglio, nell'ottica di un professionista che deve anche evitare le esasperazioni giudiziali che spesso non fanno che allungare i tempi.

Fonte: Saverio Fossati su Il Sole 24Ore

Nessun commento:

ShareThis

LinkWithin

Blog Widget by LinkWithin

wibiya widget