lunedì 27 febbraio 2012

La carica dei conciliatori ma i controlli sono al palo.


Sono circa 320-330mila le cause che si potrebbero scaricare tra qualche giorno sui 782 enti di mediazione iscritti al registro. Le stime sono fatte dal ministero della Giustizia, ma vanno poi prese, ed è lo stesso ministero a sottolinearlo, con una certa accortezza. La quasi totalità delle nuove controversie che dal 20 marzo sarà interessata dal tentativo obbligatorio di conciliazione proviene dal risarcimento danni da incidente stradale. Il flusso attuale, si spiega al ministero, è di 300mila liti all'anno, ma poi bisognerà verificare quante di queste finiranno in mediazione, almeno nell'immediato. Si è infatti facili profeti nel prevedere che si verificherà quanto già avvenuto un anno fa al momento del debutto assoluto della conciliazione.

Con una corsa all'iscrizione delle cause nei giorni immediatamente precedenti il giorno dell'entrata in vigore della mediazione obbligatoria e un crollo, o quantomeno una diminuzione subito dopo. Ad alimentare una lettura di questo genere c'è poi, quest'anno, la variabile della Corte costituzionale che, chiamata in causa prima dal Tar Lazio e poi da altri tribunali, si pronuncerà probabilmente tra aprile e maggio. Dopo l'esordio della nuova tranche di materie.

I giudici di pace, cui tocca la competenza in materia, saranno così verosimilmente inondati di iscrizioni di procedimenti nell'arco dei prossimi giorni, in maniera tale da evitare l'obbligo di avviare il tentativo di conciliazione, mentre, in attesa del verdetto della Consulta, gli avvocati tireranno il freno. Per quanto riguarda il condominio, le valutazioni sull'impatto sono nettamente più basse, almeno sul piano quantitativo.

Sono infatti circa 20mila le cause che interessano in questa materia iscritte ogni anno nei tribunali. Ma anche in questo caso è necessaria un'avvertenza, perché il ministero è in grado di monitorare le controversie in materia condominiale che riguardano "solo" due tipologie, per quanto assai frequenti: le contestazioni delle delibere condominiali e le liti sulla ripartizione dei millesimi. Tutte quelle invece che vedono condomini contrapposti, per esempio, non rientrano o non possono non rientrare anche per effetto di una valutazione del giudice nella classificazione.

Così, seppure con tutte le avvertenze sopra riportate, le cause che potrebbero finire in mediazione sfonderebbero il tetto di 400mila. Dando credito almeno ai dati del ministero sulla giustizia alternativa relativi al 2011. In circa nove mesi sono stati infatti quasi 61mila i procedimenti iscritti. A fronte di questa mole di controversie ci sarà un esercito di 780 enti di conciliazione, con una "truppa" di migliaia di conciliatori, sui quali i controlli devono ancora decollare. Enti di varia tipologia e con varie percentuali di successo.

Stando a tutto il 2011, infatti, la Giustizia ricorda che il tasso più elevato di definizione con accordo raggiunto è appannaggio degli enti costituiti dagli ordini professionali con il 28,9%; mentre camere di commercio e organismi privati si attestano intorno al 23% di esiti positivi; in coda alla lista gli organismi dell'ordine degli avvocati, che si fermano al 16 per cento. Ma qui l'avvertenza è sul fatto che i dati sono espressi in percentuale, senza un riferimento preciso ai numeri assoluti, che certo segnalerebbero una rilevanza minore per i procedimenti degli ordini rispetto a quelli delle camere di commercio o degli organismi privati.

Come tutto ancora da valutare sarà l'impatto in termini di deflazione del contenzioso. La Giustizia segnala una calo, con perimetri a campione di 43 tribunali, del 30% nelle materie oggi interessate. Ma si premura anche di segnalare aspettative superiori da una parte, insieme al fatto che le materie sinora coinvolte non avevano un tasso di incidenza molto elevato sul totale del contenzioso. Le cose però potrebbero cambiare con l'allargamento delle materie interessate. percentuale, senza un riferimento preciso ai numeri assoluti, che certo segnalerebbero una rilevanza minore per i procedimenti degli ordini rispetto a quelli delle camere di commercio o degli organismi privati.

Come tutto ancora da valutare sarà l'impatto in termini di deflazione del contenzioso. La Giustizia segnala una calo, con perimetri a campione di 43 tribunali, del 30% nelle materie oggi interessate. Ma si premura anche di segnalare aspettative superiori da una parte, insieme al fatto che le materie sinora coinvolte non avevano un tasso di incidenza molto elevato sul totale del contenzioso. Le cose però potrebbero cambiare con l'allargamento delle materie interessate.

Fonte: Giovanni Negri su Il Sole 24Ore

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