venerdì 11 marzo 2011

Condomini non a norma.


Molta strada ancora per arrivare a un con­do­minio con le carte in regola.
Lo dimostrano i risul­tati dell’ultimo sondag­gio svolto dall’Anaci, asso­ci­azione di ammin­is­tra­tori con­do­miniali, in col­lab­o­razione con Cen­sis Servizi. Dalla ricerca emerge che un palazzo su tre non ha il cer­ti­fi­cato di agi­bil­ità. Sec­ondo gli ammin­is­tra­tori, nella mag­gior parte dei casi si tratta di immo­bili costru­iti prima dell’introduzione dell’obbligo. E la per­centuale risulta in linea con i dati dell’Istat, che ha cen­sito più di 2 mil­ioni di edi­fici abi­ta­tivi — su 11 mil­ioni — costru­iti prima del regio decreto 1265/1934 (con cui è stato introdotto l’obbligo di pro­durre il certificato).

Nel caso degli immo­bili più recenti, invece, l’assenza della doc­u­men­tazione è attribuita a “dif­fi­coltà di ricerca”. In tutti i casi, comunque, ci vorrà più rig­ore quando la riforma del con­do­minio diven­terà legge. Il nuovo arti­colo 1130 del codice civile, infatti, impone all’amministratore di con­ser­vare, tra l’altro, “tutta la doc­u­men­tazione iner­ente allo stato tecnico-amministrativo dell’edificio e del condominio”.

Nello stesso fas­ci­colo, quindi, il pro­fes­sion­ista dovrà con­ser­vare anche altri atti come il cer­ti­fi­cato di pre­ven­zione incendi, la ver­i­fica bien­nale della messa a terra e il doc­u­mento di val­u­tazione dei rischi. Su questo punto il sondag­gio Anaci evi­den­zia che, in un caso su quat­tro, gli edi­fici con riscal­da­mento cen­tral­iz­zato sono privi dell’attestazione anti-incendio: l’obbligo scatta solo per le cal­daie di mag­giori dimen­sioni — e quindi non è detto che si sia sem­pre in pre­senza di vio­lazioni — ma certo il dato impone atten­zione. Ancora meno dif­fusa è la ver­i­fica bien­nale dell’impianto di terra in campo elet­trico (53% degli edi­fici, sec­ondo il sondaggio).

Un dis­corso a parte va fatto per il doc­u­mento di val­u­tazione dei rischi, che risulta pre­sente in meno di un palazzo su quat­tro. Il dato potrebbe sem­brare molto basso, ma bisogna con­sid­er­are che la norma riguarda solo i con­domìni che hanno dei dipendenti.

La ricerca è stata real­iz­zata par­tendo da 773 ques­tionari com­pi­lati online da altret­tanti pro­fes­sion­isti ader­enti all’Anaci. Il cam­pi­one, quindi, rap­p­re­senta una base qual­i­fi­cata, per­ché esclude i 277mila ammin­is­tra­tori “fai-da-te” che curano un unico sta­bile. I risul­tati, però, mostrano che anche tra i pro­fes­sion­isti ci sono ampi mar­gini di miglio­ra­mento sotto il pro­filo della rego­lar­ità documentale.

Per quanto riguarda gli ascen­sori, è risul­tato che tutti gli impianti sono in regola con le ver­i­fiche ordi­narie bien­nali, segno che la minac­cia del blocco d’esercizio — pre­visto in caso di inadem­pienze — si riv­ela uno stru­mento molto efficace.

Fonte: Attico.it

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