mercoledì 9 febbraio 2011

Non commette reato il condomino che rivolge pubblicamente critiche aspre all'amministratore inadempiente, definendolo "latitante".


Corte Suprema di Cassazione, V Sez. penale, sentenza n. 3372 del 31/01/2011.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 3372 del 31 gennaio 2011, ha confermato l'assoluzione in favore di una donna di Cagliari che aveva affisso nell’atrio del condominio un cartello con il seguente contenuto :

abbiamo la facciata del palazzo che sta cadendo a pezzi; gli intonaci del balcone ci cadono dentro mettendo a rischio noi adulti e i bambini di alcuni di voi; le scale sono sporche, i muri sono neri, per la pulizia del giardino dobbiamo provvedere noi stessi, a chiamare qualcuno per farlo; paghiamo davvero tanto di condominio; ma noi non abbiamo un capocondominio che dovrebbe occuparsi di tutto ciò?; per chi non se lo ricordasse il suo nome è *********
; se non vi ricordate il suo nome, non siete voi che avete problemi di memoria, è luì che è latitante; però i soldi nostri se li prende e come ....per quello non è latitante vogliamo continuare così a farci prendere in giro, o cerchiamo una persona seria e competente?? personalmente voglio mandarlo via; personalmente mi sto informando su altri capocondomini; però ci vuole la maggioranza di voi per mandarlo via; quindi se la pensate come me informatevi anche voi su capocondomini di vostra conoscenza che siano persone serie e competenti".

Per la Cassazione: “il diritto di critica si differenzia da quello di cronaca essenzialmente in quanto il primo non si concretizza , come l'altro, nella narrazione di fatti, bensì nell’espressione di un giudizio o, più genericamente, di un’opinione che, come tale, non può pretendersi rigorosamente obiettiva, posto che la critica, per sua natura, non può che essere fondata su un’interpretazione, necessariamente soggettiva, di fatti e di comportamenti.

La scriminante in questione presuppone dunque, a differenza di quella del diritto di cronaca, un contenuto di veridicità più limitato; conformemente al diritto di cronaca, anche il diritto di critica trova l’ulteriore limite segnato dal rispetto dei criteri della rilevanza sociale della notizia e della correttezza delle espressioni usate.

In aderenza a tali principi il giudice di merito ha sottolineato che, nel caso in esame, l'imputata aveva rivolto delle critiche all'operato dell'amministratore dello stabile, per le gravi carenze di manutenzione che l'immobile presentava, invitando gli altri condomini - attraverso l'affissione del volantino - ad attivare i loro poteri di controllo sull’amministratore.

Con tale condotta l'imputata non solo ha esercitato il proprio diritto di libera manifestazione del proprio pensiero, ma ha anche esercitato lo specifico diritto, quale condomino dello stabile amministrato da ***** di controllare comportamenti dell'amministratore e di denunciarne eventuali riscontrate irregolarità. Le critiche all’operato dell'amministratore avevano come naturale destinatario gli altri condomini e, dunque, risulta rispettato il limite della rilevanza sociale della notizia e idoneo a tale diffusione è il luogo ove è stato affìsso il volantino.

Quanto al profilo della continenza pienamente condivisibile e non contraddittoria è la motivazione del provvedimento impugnato là dove ha ritenuto che le espressioni critiche usate dall’imputata non hanno mai determinato un’aggressione gratuita alla sfera morale della persona ***** , ma una censura soltanto delle attività (non) svolte come amministratore del condominio. In tale contesto la parola latitante è stata usata nell'accezione corrente di qualcuno che evita di farsi vedere onde non ottemperare ai suoi, doveri e compiti per i quali è preposto e pagato. E cioè proprio quelle omissioni che l'imputata criticamente riscontrava e denunciava nell'operato professionale.
 

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