lunedì 14 febbraio 2011

Conciliazione con rinvio limitato.


È sempre l'ora dei colpi di scena sul fronte della conciliazione. Un nuovo emendamento al decreto «milleproroghe» presentato dal relatore giovedì sera cambia ancora le carte in tavola e fa slittare di un anno, al marzo 2012, l'entrata in vigore della mediazione obbligatoria solo per due materie, il condominio e gli incidenti stradali. Per tutte le altre materie la data resta quella del prossimo 20 marzo. L'emendamento è stato presentato dal relatore Lucio Malan del Pdl e, a questo punto, andrà a sostituire la versione del testo sul quale solo pochi giorni prima le commissioni del Senato avevano raggiunto un accordo per uno slittamento sempre di un anno più ampio e riguardante tutte le materie.

Levata di scudi da parte di tutte le rappresentanze dell'avvocatura. Il Presidente del Cnf, Guido Alpa, ha inviato giovedì al ministero della Giustizia una lettera nella quale si sottolinea che non sono disponibili le aule presso i Tribunali, non sono reclutabili i conciliatori nel numero e con la professionalità richiesta, e a causa delle difficoltà sollevate dalle compagnie di assicurazione non si è potuto ancora assicurare i rischi della nuova attività. Il Cnf scrive di apprezzare l'idea di ridurre l'impatto della mediazione obbligatoria per i due settori nei quali si registra il maggior contenzioso (condominio e circolazione stradale) e tuttavia, di fronte a questa oggettiva situazione di difficoltà, alla quale non si è ancora potuto porre rimedio, esclude che allo stato l'idea sia praticabile, visto che i problemi segnalati, rimarrebbero comunque per i settori in cui la mediazione è attivata.

Il presidente dell'Oua, Maurizio de Tilla, parla di «un colpo di mano: il ministro Alfano ha ceduto ai poteri forti e ad alcuni ambienti ministeriali e con un blitz ha violato le regole del procedimento legislativo, facendo approvare un inammissibile emendamento che smentisce il precedente emendamento approvato nelle Commissioni riunite martedì scorso. Il ministro così calpesta i diritti dei cittadini e si schiera contro l'avvocatura. La protesta unitaria degli avvocati sarà decisa».

Per Ester Perifano dell'Anf «si tratta di una forzatura inaccettabile sulla pelle dei cittadini: il rinvio è necessario non solo perché l'attuale disciplina sulla media conciliazione è in forte odore di incostituzionalità, ma anche perché non c'è l'organizzazione necessaria per partire, a pieno regime, con le nuove procedure». Perifano critica anche l'atteggiamento del ministro Alfano, «che si ostina a non tenere conto dei suggerimenti di chi, come gli avvocati, quelle norme dovranno applicarle per primi». A questo punto bisognerà valutare le future mosse del ministero della Giustizia che potrebbe essere comunque tentato dalla presentazione in aula, nell'ambito di un maxiemndamento sul quale porre la fiducia, di una versione ancora diversa che, al momento, sembra ancora la più gradita: uno slittamento cioè ancora più limitato nel tempo, solo 6 mesi, riguardante condomino e incidenti stradali che, comunque, da sole, rappresenterebbero circa il 50% dell'intera area della liti soggette a conciliazione.

Il nuovo slittamento
In commissione al Senato è stato approvato giovedì sera un emendamento del relatore al decreto «milleproroghe» che prevede uno slittamento di 12 mesi della conciliazione obbligatoria originariamente prevista per il 20 marzo nelle due sole materie del condominio e del risarcimento danni per gli incidenti stradali
La decisione precedente
Solo martedì era invece stato approvato un rinvio più ampio, sempre di 12 mesi ma riguardante tutte le materie interessate. Ora il Governo potrebbe presentare in Aula una nuova versione dello slittamento di soli 6 mesi e riguardante quelle sole 2 materie

Fonte: Giovanni Negri de Il Sole 24Ore

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