giovedì 27 gennaio 2011

Primo sì al Senato alla riforma del condominio, ora tocca alla Camera.


È giunto ieri mattna il via libera del Senato al disegno di legge di riforma della disciplina sul condominio. L'assemblea di Palazzo Madama ha approvato il testo per alzata di mano con i voti favorevoli di Pdl, Lega e Pd, mentre si sono astenuti i senatori dell'Idv e del Terzo polo (Fli, Udc, Api e Mpa). Il provvedimento passa ora all'esame della Camera.

Si rafforza il ruolo dell'amministratore
Tra i punti principali della riforma del condominio c'é il rafforzamento del ruolo dell'amministratore, controbilanciato da un maggiore esercizio dei poteri di controllo da parte dei condomini. C'é poi l'obbligo per gli amministratori di iscriversi a un elenco presso le Camere di commercio. La riforma punta a ridurre l'elevato grado di litigiosità nei condomini, e il conseguente contenzioso civile, rendendo più snella e trasparente la gestione.

Legnini (Pd): ci voleva più coraggio, ma è un significativo passo avanti
Nel corso delle dichiarazioni di voto il senatore del Pd Giovanni Legnini, primo firmatario del ddl, per conto del Pd ha sottolineato come data la vetustà della disciplina del condominio si sia resa necessaria l'integrazione con migliaia di interventi della giurisprudenza a fronte delle profonde trasformazioni della vita in condominio di questi decenni. «Il condominio - ha detto Legnini - è uno specchio delle virtù e al contempo dei vizi degli italiani e per questo serviva una seria riforma delle regole». Per Legnini ci voleva più coraggio in alcuni punti, «quali l'introduzione della capacità giuridica del condominio e le semplificazioni per l'istallazione di impianti di energie alternative sulle parti comuni degli edifici». Il testo, che era stato approvato a novembre in commissione Giustizia, costituisce comunque «un significativo passo avanti».

Per Confedilizia una riforma di basso profilo
Secondo Confedilizia la riforma del condominio approvata, in prima lettura, dal Senato «è una riforma di basso profilo, per nulla ambiziosa, di fatto inutile, ma che, foriera di nuovo contenzioso e sovraccarica di adempimenti cartacei, provocherà maggiori costi per i condomini senza alcun beneficio per gli stessi». Per Confedilizia che «la fideiussione che potrà essere richiesta agli amministratori non è una scoperta della riforma, che solo la "burocratizza", tant'è che già esiste in molti condominii». La Confederazione giudica la riforma «non al passo coi tempi, in particolare perchè non recepisce la proposta, condivisa da diverse organizzazioni della proprietà e degli amministratori condominiali, fra cui la Confedilizia, per l'attribuzione al condominio della capacità giuridica, proposta finalizzata avalorizzare l'amministratore di condominio e a facilitare i rapporti in ambito condominiale e con i terzi».

Anaip: una riforma confusa e senza logica
Duro il giudizio di Giovanni De Pasquale, presidente nazionale dell'Anaip (Associazione nazionale amministratori immobiliari professionisti). Una riforma «solo confusa nei principi e nella sostanza giuridica, un testo che crea solo più problemi e costi ai proprietari, agli inquilini e maggiori difficoltà agli amministratori».

Fonte: Nicoletta Cotone de Il Sole 24Ore

1 commento:

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