mercoledì 26 gennaio 2011

Come iniziare a svolgere l’attività di amministratore di condominio: nell’assenza di norme qualche indicazione utile.


Quando il condominio consta di più di quattro partecipanti, l’assemblea, con la maggioranza dei presenti all’assise che rappresenti almeno la metà del valore millesimale dell’edificio, deve nominare un amministratore. In difetto, ogni comproprietario potrà rivolgersi all’Autorità Giudiziaria per ottenere il medesimo risultato (art. 1129 c.c.).

La giurisprudenza è costante nell’affermare che ad incarico affidato tra affidatario (amministratore) e compagine condominiale s’instauri un rapporto contrattuale riconducibile nell’alveo del contratto di mandato (tra le tantissime Cass. SS.UU. n. 9148/08). In sostanza l’amministratore di condominio s’impegna ad eseguire una serie di atti giuridicamente rilevanti in nome e per conto dei propri rappresentati, vale a dire i condomini.

Tali atti possono andare da quelli più semplici e banali quali, ad esempio, il pagamento delle bollette per l’erogazione della corrente elettrica e/o dell’acqua potabile, per finire con quelli più preganti come, tra i vari, la rappresentanza della compagine in sede di trattativa e stipula del contratto d’appalto con l’impresa aggiudicatrice degli interventi di manutenzione straordinaria.

L’amministratore, inoltre, è gravato di compiti di natura amministrativa (presentazione pratiche edilizie per le opere di ristrutturazione), tributaria (deposito documentazione per eventuali detrazioni fiscali) e fin anche previdenziale (versamento contributi portiere).

In tale contesto, è evidente, voler intraprendere la professione di amministratore di condominio vuol dire dover avere un bagaglio minimo di conoscenze sufficientemente vasto solamente per affrontare tutte quelle problematiche che la sola gestione ordinaria d’una compagine può portare ad affrontare quotidianamente. La preparazione teorica, d’affinare con la pratica attuazione, è base fondamentale per amministrare. Intraprendere questo genere d’attività partendo, presuntuosamente, dal presupposto semplicistico che per svolgerla è sufficiente “ saper fare due conti”, vuol dire aver già sbagliato e peggio ancora sta a significare aver posto delle buone basi per far danni.

E’ vero, per amministrare un condominio oggi non è necessaria alcuna specifica abilitazione se non il semplice superamento dei 18 anni. Ciò non vuol dire, tuttavia, che l’assenza di preclusione debba fare il paio con un senso d’irresponsabilità che è, invece, doveroso, nell’approccio d’ogni attività.

E’ chiaro quindi che entrare in possesso delle nozioni base fondamentali per comprendere quale ruolo s’è chiamati a svolgere una volta che s’è ottenuta la nomina e di conseguenza quali sono le responsabilità che s’assumono diviene fondamentale sia per comprendere al meglio la funzione, sia, preventivamente, per valutare se quella possa essere davvero la professione che s’aveva in mente di svolgere. In effetti acquisendo le conoscenze base ogni persona, guardando all’attività d’amministratore di condominio, potrebbe pensare d’essersi sbagliato, ossia che non è cosa adatta a lei.

Molti, probabilmente, a questo punto si chiederanno quale possa essere la migliore modalità di apprensione delle nozioni fondamentali. Si può ipotizzare la frequentazione di un corso teorico (il mercato ne offre tantissimi, è quindi fondamentale sapere scegliere quello più indicato alle proprie esigenze ed in generale quello didatticamente più valido) così come, per chi ne avesse la possibilità, un periodo di tirocinio in uno studio già avviato.

Resta sottointeso che le migliori nozioni si ottengono anche e soprattutto attraverso la frequentazione di Condominiowweb.com. L’importante, per le responsabilità che discendono dall’assunzione dell’incarico, è iniziare l’attività sapendo bene a che cosa si va incontro.

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