giovedì 11 novembre 2010

Maltempo, infiltrazioni e risarcimenti.


Con l’arrivo del maltempo non è rara la lamentela relativa alla formazione di macchie sulle pareti della propria abitazione. Alle volte le precipitazioni copiose possono mettere in evidenza dei problemi della struttura dell’edificio per i quali è necessario porre rimedio con degli interventi immediati. La prima è più ricorrente manifestazione è quella delle così dette infiltrazioni d’acqua piovana.

Perché si verifichi un simile fenomeno è necessario che una parte dell’edificio (muri perimetrali, lastrici solari, ecc.) non sia perfettamente impermeabilizzata. Proprio la grandezza della lesione può influire sulla velocità di manifestazione della succitata infiltrazione:

a) immediata se si tratta di un danno grave ed evidente alla struttura dello stabile;

b) anche successiva allorquando sia presente una piccola crepa nell’edificio.

Quando ci si riferisce al lastrico solare molto frequentemente la causa del danno occorso è da individuarsi nella cattiva manutenzione e quindi nel deterioramento della guaina impermeabilizzante. Che cosa fare quando ci si trova di fronte ad un simile inconveniente?

In primo luogo è necessario documentare il tutto ed avvisare senza indugio l’amministratore o il proprietario della parte da cui proviene l’infiltrazione. Ai sensi dell’art. 1227 c.c., infatti:

Se il fatto colposo del creditore ha concorso a cagionare il danno, il risarcimento è diminuito secondo la gravità della colpa e l’entità delle conseguenze che ne sono derivate. Il risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando l’ordinaria diligenza.

Come dire, soprassedere e fare in modo che dal proprio omesso controllo o dalla mancata comunicazione possa derivare un danno ulteriore fa si che la pretesa risarcitoria non possa essere completa. E’ chiaro, quindi, che dare notizia al controinteressato che una cosa di sua proprietà è foriera di danni per la propria unità immobiliare è doveroso oltre che necessario per poter pretendere legittimamente il risarcimento integrale del danno.

Che cosa fare se v’è incertezza sull’appartenenza della cosa da cui proviene l’infiltrazione? In questi casi l’assistenza di un tecnico che valuti la causa del danno e ne stimi, pur solamente in modo approssimativo la misura, è fondamentale (seppur non obbligatoria).

E’ chiaro che la stesura di una relazione tecnica può necessitare di un tempo maggiore rispetto a quelli ristretti che sono necessari per evitare d’incappare nel concorso di colpa di cui all’art. 1227 c.c. In tali circostanze è consigliabile contattare immediatamente ed in via informale chi ad un primo esame paia, verosimilmente, essere il titolare della cosa da cui proviene il danno.

In tal senso, ad esempio, per i muri perimetrali e per il lastrico di proprietà ed uso comune, l’amministratore di condominio, per il lastrico di uso o proprietà esclusiva andrà interpellato sia il mandatario dei condomini che il proprietario o usuario: ciò perché, come ha specificato la giurisprudenza in più occasioni, dalla funzione di copertura di quella parte dello stabile bisogna far discendere un obbligo di manutenzione per l’intera compagine.

In quest’ultimo caso la valutazione della responsabilità è legata all’accertamento della causa del danno: alla trascuratezza nella manutenzione corrisponderà una responsabilità del condominio, nel caso di un’infiltrazione causata dall’uso, invece, l’onere risarcitorio dovrà essere posto in capo al singolo.

Fonte: Avv. Alessandro Gallucci de Lavorincasa

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