venerdì 5 novembre 2010

Infiltrazioni: risponde dei danni il condominio o il singolo condomino utente esclusivo dello scarico?


Il Tribunale di Genova statuisce che le tubature a servizio di una singola unità abitativa, anche se inserite nel muro maestro di uno stabile condominiale, sono di proprietà esclusiva dell'inquilino, con analoga sua responsabilità esclusiva in caso di danni per infiltrazioni in altri appartamenti.Il Tribunale di Genova statuisce che le tubature a servizio di una singola unità abitativa, anche se inserite nel muro maestro di uno stabile condominiale, sono di proprietà esclusiva dell’inquilino, con analoga sua responsabilità esclusiva in caso di danni per infiltrazioni in altri appartamenti.

La sentenza in rassegna ribadisce che dei danni derivanti dalla rottura di un tubo di scarico passante nel muro maestro dell’edificio condominiale risponde esclusivamente il condomino che di tale scarico è il solo proprietario.

Contrariamente alle apparenze, la vicenda è invero molto semplice anche se i suoi connotati potrebbero distrarre l’attenzione dell’interprete. E’ difatti incontestabile come le tubature a servizio di una singola unità abitativa, anche se correnti nelle parti comuni dello stabile, siano di proprietà esclusiva dell’unità abitativa stessa sino al punto di giuntura col collettore comune [art. 117, comma 1, n.° 3, c.c.)].

Ne deriva allora che se non vi sono diramazioni tra collettore principale e derivazioni minori, l’intera colonna risulta di proprietà esclusiva del singolo condomino, anche se in ipotesi la stessa segue dall’ultimo piano sino a terreno attraversando numerosi piani intermedi, deviando negli scantinati, passando nelle solette, superando cortili, etc… sino a conferire infine in pubblica fognatura.

Dei danni derivanti agli altri condomini risponde pertanto soltanto il proprietario dell’appartamento al cui servizio è destinato in via esclusiva lo scarico interessato dalla rottura. E coerentemente, se la tubazione in questione è asservita a due o più unità abitative, rispondono cumulativamente i proprietari delle stesse dei danni arrecati a quelle unità abitative che di tale tubazione non si servono; non il condominio.

Che poi siano nuovamente tutti questi ultimi proprietari interessati od ancora uno soltanto di loro, dipende semplicemente dal punto in cui si genera la rottura ed in cui si verificano i danni . Lo stesso principio vale ovviamente non solo per gli impianti idraulici di scarico, ma anche per quelli di adduzione dell’acqua così come di ogni altra utenza (energia elettrica, gas, televisione, citofoni, etc…).

Risulta infine ininfluente che gli impianti in oggetto siano stati un tempo di uso collettivo dell’intero condominio e siano solo in seguito divenuti di uso del singolo inquilino o di una parte soltanto degli inquilini del condominio: ciò che conta è lo stato dei luoghi al momento in cui si verifica il danno.

Riassumendo: sono i condomini che traggono utile diretto ed attuale dall’impianto o da una sua parte che rispondono dei danni da questo, o quella, prodotti agli altri coinquilini che dell’impianto stesso, o della sua parte, non fruiscono; non il condominio nel suo complesso.
(Sentenza Tribunale Genova 24/09/2010)

Fonte: Diego Gandini de Ipsoa-diritto

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