martedì 9 novembre 2010

Condominio e rumori: televisore del vicino a volume alto a tutte le ore del giorno. Come provarlo?


I rumori in condominio rappresentano, quanto meno nel sentire comune, uno dei motivi più ricorrenti di screzio tra vicini. Il rumore dei tacchi, le sedie strisciare, i frequenti litigi e non ultima la televisione ad alto volume a tutte le ore del giorno e della notte. Non sempre questo genere di vertenza arriva nelle aule dei Tribunali: alle volte per rassegnazione alle intemperanze del proprio dirimpettaio, alle volte per la difficoltà di riuscire a provare le proprie lamentele.

Nonostante ciò esistono delle norme ben precise a tutela del riposo e della tranquillità delle persone. Il livello di tutela è sia quello civile che quello penale. Non addentrandoci in dissertazioni inerenti l’effettiva utilità sociale d’una sanzione penale per casi del genere è utile comprendere, con specifico riferimento al televisore ad alto volume (sebbene il principio si estendibile a tutte le altre fattispecie), cosa possa fare chi si ritiene danneggiato.

Ai sensi del primo comma dell’art. 659 c.p. rubricato ( Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone)
Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a lire seicentomila.

La giurisprudenza, in più occasioni, ha specificato che “ ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 659 cod. pen., e’ necessario che le emissioni sonore rumorose siano tali da superare i limiti della normale tollerabilità, anche in relazione alla loro intensità, in modo da recare pregiudizio alla tranquillità pubblica, ovvero alla quiete ed al riposo di un numero indeterminato di persone, anche se non e’ necessario che siano state tutte disturbate in concreto, atteso che la valutazione circa l'entità del fenomeno rumoroso va fatta in relazione alla sensibilità media del gruppo sociale in cui il fenomeno stesso si verifica, non assumendo rilievo assorbente le lamentele di una o più persone (Cass. Sez. 3, Sentenza n. 3678 del 01/12/2005-31/01/2006, Giusti). Trattasi, invero, di reato di pericolo presunto; ai fini della sua configurazione, pertanto, non e’ necessaria la prova dell'effettivo disturbo di più persone, ma e’ sufficiente l'idoneità del fatto a disturbare un numero indeterminato di persone”. (Trib. Bari 24 settembre 2007).

In sostanza chi si ritiene danneggiato potrà chiedere l’intervento della pubblica autorità (polizia municipale, carabinieri, ecc.) per le constatazioni di loro competenza. Quanto alla tutela civile, salvo ulteriori disposizioni del regolamento condominiale contrattuale, la norma cui fare riferimento in relazione alle immissioni sonore intollerabili è l’art. 844 c.c. a mente del quale:

Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi. Nell'applicare questa norma l'autorità giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà. Può tener conto della priorità di un determinato uso”.

Quanto ai limiti di tollerabilità è stato specificato “ che non avendo il limite di tollerabilità delle immissioni rumorose carattere assoluto, ma essendo esso relativo alla situazione ambientale, variabile da luogo a luogo, secondo le caratteristiche della zona e le abitudini degli abitanti, spetta al giudice del merito sia accertare in concreto il superamento della normale tollerabilità e l'individuazione degli accorgimenti idonei a ricondurre le immissioni nell'ambito della normale tollerabilità”(ex multis Cass. n. 3438/10).

In relazione all’onere della prova starà a chi contesta dover dimostrare con ogni mezzo (es. perizia fonica, testimonianza, ecc.) l’eccessività dei rumori lamentati. Indubbiamente un compito gravoso e di non facile soluzione.

Fonte: Condominioweb

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