giovedì 4 novembre 2010

Antenna condominiale e spese urgenti.


Ai sensi dell’art. 1117 n. 3 c.c. sono di proprietà comune, salvo diversa disposizione del titolo, le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all’uso e al godimento comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli acquedotti e inoltre le fognature e i canali di scarico, gli impianti per l’acqua, per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento e simili, fino al punto di diramazione degli impianti ai locali di proprietà esclusiva dei singoli condomini.

Tra queste non v’è dubbio che debba essere inserita l’antenna radiotelevisiva coeva alla costruzione dell’edificio. La funzione dell’impianto è evidente: rendere possibile la ricezione del suddetto segnale radiotelevisivo. Esso sarà in proprietà solamente di alcuni condomini se la sua installazione, comunque successiva alla nascita del condominio, è considerabile come un’innovazione gravosa o voluttuaria suscettibile d’utilizzazione separata.

Qualora così non fosse, tutti i condomini, ai sensi e per gli effetti degli artt. 1123-1133-1137 c.c. devono partecipare alle spese per la manutenzione di quell’impianto, tanto se ordinate dall’amministratore tanto se deliberate dall’assemblea.

Che cosa accade nel caso di spese sull’impianto effettuate direttamente e senza nessun preavviso dal singolo condomino? Il caso è ricorrente in quei condomini dove, formalmente, non si è costituita la compagine (es. perché non è obbligatoria la nomina dell’amministratore) o più semplicemente perché il singolo comproprietario ha deciso d’agire di propria iniziativa.

Al riguardo la norma di riferimento è l’art. 1134 c.c. che le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione (cfr. sent. n. 2046/06) hanno ritenuto applicabile anche al così detto condominio minimo (quello con due soli partecipanti).

A mente di tale disposizione il condomino che ha fatto spese per le cose comuni senza autorizzazione dell’amministratore o dell’assemblea non ha diritto al rimborso, salvo che si tratti di spesa urgente.

Spetta a chi ha effettuato la spesa dimostrarne l’urgenza ossia dare prova che v’era la necessità di effettuare la spese in questione senza ritardo e, quindi, senza poter avvertire in tempo utile l’amministratore e gli altri condomini. A tal fine va considerata urgente la spesa la cui erogazione non può essere differita senza danno o pericolo, fino a quando l’amministratore o l’assemblea dei condomini possano utilmente provvedere (così Trib. Bologna 11 marzo 2010 n. 670).

Una valutazione da effettuare, sostanzialmente, caso per caso. Come devono comportarsi i condomini e l’amministratore che non riconoscono tale urgenza? La soluzione al quesito è immediata: potranno rifiutare di pagare la loro quota parte specificando che il costo non rientra tra quelli rimborsabili ai sensi dell’art. 1134 c.c. Spetterà al comproprietario che ha effettuato la spesa dimostrare, eventualmente anche in giudizio, il contrario, vale a dire l’urgenza e la necessità che l’hanno portato ad agire in quel modo.

Fonte: Avv. Alessandro Gallucci de Lavorincasa

Nessun commento:

ShareThis

LinkWithin

Blog Widget by LinkWithin

wibiya widget