mercoledì 13 ottobre 2010

Nulle le delibere condominiali se ledono gravemente il diritto di un solo condomino.


Sono annullabili le delibere condominali prese a maggioranza se «ledono gravemente il diritto anche di un solo condomino». Il divieto di innovazioni, dice la Cassazione, scatta nel momento in cui le migliorie, votate dalla maggioranza dei condomini, rendano «talune parti comuni inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino». La Suprema Corte coglie l’occasione di fissare i paletti in materia di delibere condominiali occupandosi del ricorso di un condomino ligure che chiedeva l’annullamento di una delibera condominiale presa in una assemblea del giugno del 1989 (c’erano stati solo due voti contrari) in base alla quale si concedeva a tre inquilini dello stabile il permesso di collocare a loro spese un ascensore nel vano scala condominiale.

La Cassazione, bocciando il ricorso, ha ritenuto legittima la delibera condominiale, ma ha colto l’occasione per chiarire che ci sono casi in cui, nonostante le decisioni vengano prese a maggioranza, devono essere annullate. Il che, annota piazza Cavour, accade quando le decisioni prese siano «gravemente lesive dei diritti all’uso e al godimento delle parti comuni anche di un solo condomino». Di questo avviso era stato il Tribunale di Chiavari che, nel 2001, aveva dato ragione al condomino, ritenendo che l’installazione dell’ascensore «aveva violato il suo diritto di proprietà posto che il suo appartamento era stato danneggiato». Decisione ribaltata dalla Corte d’appello di Genova tre anni dopo.

Inutile il ricorso in Cassazione contro il pregiudizio subito. La Seconda sezione civile - sentenza 20902 - ha bocciato il suo ricorso evidenziando come l’installazione dell’ascensore, in questo caso, avesse rappresentato un «vantaggio per tutti quanti, specialmente per le persone anziane». Più in generale, la Cassazione ricorda che «non è necessariamente previsto che dalle innovazioni debba derivare per il condomino dissenziente un vantaggio compensativo», ma non deve neppure riscontrarsi una «sensibilie menomazione» dei suoi diritti. In questo caso la delibera condominiale decisa a maggioranza può essere annullata.

Fonte: La Stampa

Nessun commento:

ShareThis

LinkWithin

Blog Widget by LinkWithin

wibiya widget