venerdì 1 ottobre 2010

Condominio obbligato a contabilità trasparente.


Il disegno di legge di riforma del condominio punta a superare – una volta per tutte – la famigerata contabilità sulla carta a quadretti. Innanzitutto, il rendiconto annuale dovrà essere compilato secondo i criteri di cassa e competenza, indicando le somme incassate e pagate nell'esercizio, ma anche i crediti e i debiti maturati. Inoltre, sono previsti un registro di contabilità (con i movimenti in ordine cronologico), un riepilogo finanziario e una nota esplicativa della gestione, che indichi anche le questioni pendenti, come i pagamenti in contestazione.

A pena di revoca, l'amministratore è tenuto a convocare l'assemblea per l'approvazione del rendiconto entro 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio (collocata di solito dopo la fine della stagione fredda negli edifici con il riscaldamento centralizzato).

Il Ddl As71 non impone un modello contabile specifico, ma pretende massima chiarezza. Secondo il nuovo articolo 1130-bis del codice civile, tutte le voci di entrata di uscita, e i dati su fondi e riserve, dovranno essere presentati «in modo da consentire l'immediata verifica». La ricaduta immediata – se il testo diventerà legge – sarà probabilmente la diffusione degli schemi di "rendiconto tipo", come quello messo a punto l'anno scorso dalle tre associazioni di amministratori Agiai, Coram e Gesticond insieme a Confedilizia. Si tratta di modelli trasparenti che finora sono sempre rimasti confinati nel campo delle best practice.

Un'altra buona regola che il testo del senatore Franco Mugnai trasforma in obbligo è la tenuta di un conto corrente intestato al condominio, al quale ogni condomino potrà accedere per fare una copia dell'estratto conto (il che sarà molto più facile con i conti online che con quelli tradizionali). Tra l'altro, la mancata apertura o il mancato utilizzo di questo conto, così come la gestione secondo modalità che possono confondere il patrimonio del condominio con quello dell'amministratore, sono cause di revoca del professionista.
In generale, il Ddl As71 aumenta notevolmente i poteri di controllo:

- l'assemblea può votare la nomina di un revisore dei conti;

- tutti gli interessati (compresi quindi i fornitori) possono visionare o ottenere copia firmata del registro di contabilità negli orari indicati dall'amministratore;

- i condòmini e gli inquilini possono visionare in qualsiasi momento fatture e ricevute, che vanno conservate dieci anni;

- a fine incarico l'amministratore deve consegnare tutta la documentazione riguardante il condominio, senza ulteriori compensi.

Per maggior tutela – a pena di nullità della nomina – il testo Mugnai prevede che l'assemblea possa chiedere all'amministratore di presentare una polizza a garanzia degli atti compiuti nel suo mandato. Una soluzione diversa, invece, è contenuta nel Ddl 3682 presentato nei giorni scorsi alla Camera dall'onorevole Lino Duilio: qui il meccanismo è quello del fondo di garanzia a copertura delle malversazioni, finanziato da tutti gli amministratori con il 4% delle somme percepite ogni anno.

Fonte: Cristiano Dell'Oste de Il Sole 24Ore

1 commento:

nettilla tunerori ha detto...

è tantissimo che se ne parla, ma quando verrà approvato?

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