lunedì 25 maggio 2009

Al nord i condomini più litigiosi, tra loro il 45%.delle dispute.


Italia divisa in due anche per quanto riguarda le liti di condominio.

Lo rivelano i dati raccolti dall'Anammi (Associazione nazional-europea degli amministratori d'immobili) che inquadrano il 45% delle dispute a Nord del Paese, contro il 30% del Centro e il 25
del Sud.

Nella classifica delle singole aree geografiche il primo posto spetta al Veneto, che ospita il 12% delle liti di condominio del Nord-Italia, seguito da Lombardia (9%), Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia (entrambe 7%).

La regione piu' litigiosa del Centro e' invece il Lazio, protagonista del 10% delle dispute, percentuale identica a quella che porta la Campania ad aggiudicarsi il medesimo titolo nel Mezzogiorno.

Il 'Nobel per la pace del pianerottolo' spetta invece a sardi e lucani, protagonisti di solo il 2% delle liti.

La lista diffusa dall'Anammi prosegue a Nord con Piemonte e Val d'Aosta (6%) e Liguria (4%); al Centro con Marche e Umbria (8%), Toscana (7%), Abruzzo e Molise (3%) e si chiude a Sud con Calabria (7%), Sicilia e Puglia (3%).
"Quel 45% di litigiosita' collocata nel Settentrione - afferma Giuseppe Bica, che presiede l'associazione - si spiega con la forte densita' urbana e industriale del nord-Italia, con una vita cittadina decisamente stressante e con un'incidenza notevole dell'immigrazione, che spesso innesca conflitti legati alle diversita' culturali".

"Al centro e nel meridione - prosegue - nonostante la presenza di alcune grandi citta' (Roma, Napoli, Bari, Palermo), l'urbanizzazione e', in qualche maniera, piu' a misura d'uomo.

E' la provincia a far sentire il suo peso rispetto alla metropoli. Il litigio condominiale si verifica, insomma, ma con una minor frequenza".

Per quanto riguarda il risvolto giudiziario di queste dispute Bica dichiara che: "Il costo di una procedura civile per una lite di condominio varia dai 2 ai 3mila euro, con una tempistica media di circa 3 anni.

Un buon amministratore di condominio dovrebbe bloccare questo meccanismo perverso che, tra l'altro non porta a nulla.

Ai condomini in conflitto consigliamo di non irrigidirsi e di tentare invece la via della mediazione che, a tutt'oggi, e' quella che produce i risultati migliori.

Sull'eventualita' di ricorrere alla legge sullo stalking, come accaduto in alcuni episodi recenti, e' invece bene essere cauti.

L'idea potrebbe essere percorribile - conclude - ma, non essendoci ancora una giurisprudenza al riguardo, e' rischioso creare grandi aspettative.

Anche perche' non e' cosi' agevole assimilare il vicino fastidioso all'ex fidanzato persecutore".

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