venerdì 6 marzo 2009

In condominio il rischio va valutato con cura.


Ritorna di attualità la materia della sicurezza nei condomini a ridosso dell’approvazione del decreto mille proroghe ( articolo 32 del Dl 207/2008 ).

Le ulteriori proroghe introdotte dal Parlamento in sede di conversione riguardano l’elevazione da 12 a 24 mesi del termine per l’emanazione del decreto riguardante le modalità di applicazione del Dlgs 81/2008 nei confronti delle forze armate, di polizia e delle altre amministrazioni civili per le quali il testo unico sulla sicurezza aveva previsto un primo differimento.

Una ulteriore modifica, rispetto al testo originale, riguarda la tipologia del decreto per l’emanazione di tali disposizioni, che sarà individuato in un decreto presidenziale secondo le modalità stabilite dalla legge 400/1988.

Per tutto il resto rimangono in vita le proroghe individuate dall’articolo 32, commi 1 e 2, del mille proroghe.

Queste riguardano – in sostituzione delle annotazioni sul registro infortuni – dal 16 maggio prossimo, le comunicazioni all’Inail degli infortuni con inabilità superiore a un giorno oltre quello dell’evento nonché la valutazione del rischio per lo stress lavoro-correlato e l’indicazione della data “certa” sul documento di elaborazione della valutazione del rischio.

Si tratta di argomenti che interessano solo marginalmente i proprietari di fabbricati in tema di sicurezza.

Ma c’è un fronte più delicato: quello del condominio.

Ipotizzando un condominio senza dipendenti appare chiaro che l’intero testo unico sulla sicurezza non trova applicazione.

Qualche problema è stato posto, però, per l’ipotesi in cui il condominio affidi in appalto opere o servizi per i quali viene chiamato in causa l’articolo 26 e il Duvri ( documento unico di valutazione dei rischi da interferenze ).

Norma, quest’ultima, che – ai fini del campo di applicazione – riproduce il contenuto dell’articolo 7, del Dlgs 626/1994, con l’unica differenza che ne regolamenta anche i vari adempimenti connessi.

Poiché l’articolo 26 si applica al “ datore di lavoro “ ( con presenza, quindi, nel condominio, di lavoratori dipendenti ), è evidente che, qualora non sussista tale figura - come definita dall’articolo 2, lettera b ) – non troverà applicazione tale articolo.

Esaminando il caso di un condominio con dipendenti, invece, occorre verificare attentamente il campo di applicazione del testo unico.

Per la materia della sicurezza, il decreto legislativo 81/2008 chiama in causa i proprietari di fabbricati mediante il rinvio a obblighi speciali, per cui non sembra che essi siano stati e siano interessati alla normativa in senso generale.

Ma esiste, in realtà, anche un’interpretazione secondo cui la figura del “ datore di lavoro “, così come indicato nell’articolo 2, lettera b), del Dlgs 81/2008 sembra voler includere, con la definizione del “ soggetto titolare del rapporto di lavoro “ tutti i datori di lavoro senza alcuna distinzione.

Tale interpretazione però trova forti limiti nel successivo articolo 3, comma 4, allorchè è detto che il decreto legislativo in esame si applica a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi, “ fermo restando quando previsto dai commi successivi del presente articolo “.

Ciò fa chiaramente intendere che per i soggetti e attività riportate dal comma 5 in poi, valgono le disposizioni particolari in esse stabilite.

Diversamente il legislatore non avrebbe sentito l’esigenza di prevedere una norma speciale per tali categorie di datori di lavoro.

Pertanto, a fronte di un disposizione generale, si può ritenere che – secondo il principio di specialità – operi l’articolo 3, comma 9, rivolto, appunto, ai proprietari di fabbricati, nei confronti dei quali vengono confermati i solo obblighi connessi all’impiego di personale dipendente, riguardanti l’informazione ( articolo 36 ), la formazione ( articolo 37 ) e la fornitura di dispositivi di protezione individuali conformi al Titolo III ( Capo I ).

Ritornando all’articolo 26, quanto precede porterebbe a escludere – in capo al condominio – gli obblighi direttamente connessi alla valutazione dei rischi del “ datore di lavoro committente “ il quale si debba “ coordinare “ e “ cooperare “ con le imprese appaltatrici per eliminare o contenere i rischi da “ interferenze“.

Infatti, mancando, come nel nostro caso, il documento che individui e attesti la presenza dei rischi per l’attività del datore di lavoro – committente – altrimenti previsto dall’articolo 17, lettera a), per la generalità dei datori di lavoro – non sarà possibile rilevare documentalmente eventuale “ interferenze “.

Tuttavia, un comportamento quantomeno cautelativo potrebbe indurre il condominio, con apposita clausola contrattuale, ad acquisire la documentazione elencata al comma 1, lettera a), ed a fornire all’imprese appaltatrici le informazioni di cui medesimo comma lettera b).

2 commenti:

giulia meozzi ha detto...

SECONDO LE ANALISI DA ME SVOLTE NEL CORSO DEGLI ULTIMI MESI, LA CONSULTAZIONE DEGLI ARTICOLI A RIGUARDO, L'INTERPRETAZIONE DEL TESTO UNICO, GLI AGGIORNAMENTI PRESSO GLI ORDINI E IL CONFRONTO CON I TECNICI DEGLI ORGANI DI VIGILANZA HO CONCLUSO CHE IL D.U.V.R.I. DEVE ESSERE REDATTO ANCHE IN ASSENZA DI PORTIERI DIPENDENTI.
L’AMMINISTRATORE SECONDO IL CODICE CIVILE ART. 2043 PER NEMINEM LAEDERE DEVE SALVAGUARDARE LA SALUTE E LA SICUREZZA DEGLI ABITANTI DEL CONDOMINIO, INOLTRE, NEL MOMENTO IN CUI ASSUME L’INCARICO DIVENTA RESPONSABILE DEL FABBRICATO. IN SEGUITO ALLA STIPULA DI CONTRATTI DI APPALTO L’AMMINISTRATORE VIENE AD ASSUMERE IL RUOLO DI COMMITTENTE. TITOLARE DEL RAPPORTO DI LAVORO CON IL LAVORATORE O, COMUNQUE, IL SOGGETTO CHE, SECONDO IL TIPO E L’ASSETTO DELL’ORGANIZZAZIONE NEL CUI AMBITO IL LAVORATORE PRESTA LA PROPRIA ATTIVITA’, HA LA RESPONSABILITA’ DELL’ORGANIZZAZIONE STESSA IN QUANTO ESERCITA POTERI DECISIONALI E DI SPESA. IN SEGUITO A QUESTA DEFINIZIONE ASSUME TITOLIO DI “DATORE DI LAVORO” (DEFINIZIONE ART.2 D.LGS.81/08). SE AMMETTIAMO LA RESPONSABILITA’ DELL’AMMINISTRATORE SECONDO TALI DEFINIZIONI L’ART. 26 DEL T.U. 81/08 OBBLIGA IL COMMITTENTE A REDIGERE IL DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI INTERFERENZE. CITO A RIGUARDO ANCHE L’ARTICOLO DELL’ING. PORRECA QUANDO ELENCA I RISCHI INTERFERENZIALI SECONDO LA n. 3 del 5/3/2008: AL SECONDO PUNTO SI DEFINISCONO INTERFERENZIALI I RISCHI IMMESSI NEL LUOGO DI LAVORO DEL COMMITTENTE DALLE LAVORAZIONI DELL’APPALTATORE.
UNA ULTERIORE RIFLESSIONE DEVE ESSERE FATTA PER QUANTO RIGUARDA L’APPROCCIO GENERALE DEL DECRETO ALLA SICUREZZA. SE IL DECRETO SI PONE COME OBIETTIVO LA SALVAGUARDIA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA DEI LAVORATORI SUI POSTI DI LAVORO NON PUO’ IN NESSUN CASO ESCLUDERE QUELLA CATEGORIA DI LAVORATORI CHE, PER LA NATURA DELLE LAVORAZIONI SVOLTE, DEVONO OPERARE IN LUOGHI DI LAVORO ESTRANEI ALLA SEDE OPERATIVA AZIENDALE. I LAVORATORI MANUTENTORI INFATTI SVOLGONO LA PROPRIA OPERA PER QUASI TUTTA LA DURATA DELL’ORARIO DI LAVORO IN AMBIENTI ESTERNI DAI QUALI HANNO IL DIRITTO DI ESSERE TUTELATI. (NON SOLO PER LA NATURA STESSA DEL LUOGO DI LAVORO – SICUREZZA DELLE TERRAZZE, SICUREZZA DEGLI IMPIANTI, PRESENZA ESTINTORI ETC.. – MA ANCHE NELL’INCONTRO OCCASIONALE CON ALTRI LAVORATORI CHE SVOLGONO LAVORAZIONI PIU’ O MENO NOCIVE – ES. DISINFESTAZIONE GIARDINI CONDOMINIALI). MI SEMBRA ASSURDO PENSARE CHE UNA DITTA DI MANUTENZIONE DOPO AVER ESEGUITO INFORMAZIONE, FORMAZIONE, DOTAZIONE DPI, FORMAZIONE ANTINCENDIO ETC SUI PROPRI DIPENDENTI DEBBA PERMETTERE IL LORO INSERIMENTO IN UN AMBIENTE TOTALMENTE PRIVO DI ATTREZZATURE E SISTEMI DI SICUREZZA.
LA SIMILITUDINE DEL DUVRI CON IL PSC NE OFFRE UN ULTERIORE PROVA.
MI PERMETTO DI CONCLUDERE CON UNA PROVOCAZIONE:
SE L’ANTENNISTA , UN SUO APPRENDISTA, O ANCHE UN DIPENDENTE DI UNA IMPRESA DI PULIZIE NELLO SVOLGIMENTO DEL PROPRIO LAVORO CADE DA UN TERRAZZO PRIVO RINGHIERE E DI SEGNALETICA IDONEA DI AVVERTIMENTO… LA RESPONSABILITA’ E’ SOLO DEL SUO DATORE DI LAVORO CHE NON L’HA ADEGUATAMENTE INFORMATO E FORMATO O ANCHE DEL COMMITTENTE CHE NON HA RESO I LUOGHI DI LAVORO IDONEI ALLO SVOLGIMENTO DI QUELLA LAVORAZIONE??
grazie
Arch. Meozzi Giulia

Anonimo ha detto...

la sua analisi è giusta ma se l'amministratore anche in assenza di dipendenti diventa un datore di lavoro si becca anche le responsabilità di sorveglianza.
troppo comodo mandare gli antennisti sul tetto e non verificare dipersona se hanno i mezzi di protezione individuali, come datore di lavoro sei responsabile di verificare se le sicurezze vengono adoperate.
io come datore di lavoro li mando a casa se non le rispettano !!

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