lunedì 9 febbraio 2009

La crisi colpisce anche il condominio, il 20% non lo paga.


Le difficolta' economiche degli italiani si riflettono nella gestione degli immobili: circa il 20% dei residenti in condominio non paga le quote periodiche, rischiando il pignoramento.

I condomini con sempre maggiore frequenza scelgono di non pagare le quote mensili per l’immobile dando la priorita' ad altre spese domestiche, come il mutuo e le bollette, considerate piu' urgenti di quelle condominiali.

E' quanto emerge da una analisi dell’Anammi, l’Associazione nazionale degli amministratori d’immobili, che propone alcuni suggerimenti per gestire il problema.

La crisi - spiega Giuseppe Bica, presidente dell'Anammi - si sente anche in condominio. In tempi normali, la percentuale di morosi e' pari al 10% dei condomini.

Questo anche perche', da sempre, si ha la tendenza a sottostimare tale pagamento.

Ora pero' la quota si e' raddoppiata e lo sanno bene i nostri 13mila soci che, sempre piu' spesso, si trovano ad affrontare i problemi finanziari dei loro amministrati”.

La questione infatti colpisce anche chi paga: le spese condominiali servono alla normale manutenzione dell’edificio che, di conseguenza, non puo' essere ottemperata in tutte le sue componenti.

E’ per questo che, pur cercando di capire le ragioni della morosita', non e' possibile consentire grandi dilazioni”, avverte il presidente Bica.

Tra l’altro, ricorda il leader dell’Anammi, “il condomino sa in anticipo quanto pagare per il condominio perche', ogni anno, l’amministratore presenta il bilancio preventivo in assemblea”.

Di fronte alla morosita', la norma e' chiara: prima la messa in mora, poi il decreto ingiuntivo e, se non si ottiene nulla, l’atto di precetto.

In ultima istanza, il pignoramento, mobiliare e immobiliare.

Ma se si tratta di difficolta' economiche contingenti, e' inutile infierire - osserva Bica - al tempo stesso, e' inopportuno portare troppo in la' il pagamento.

Per due motivi: il moroso accumula debiti su debiti, mentre l’amministratore e' costretto, letteralmente, a non fare il suo lavoro.

Se non ha soldi, infatti, non potra' pagare le spese condominali, come imposto dal Codice Civile, vale a dire i fornitori, la ditta di pulizia e, se c’e', il portinaio”.

In tempi di crisi, l’Anammi propone alcuni accorgimenti.

Innanzitutto, occhio al bilancio preventivo, per evitare sorprese.

A chi ha problemi economici consiglia di parlare chiaro all’amministratore.

E per quanto riguarda la determinazione delle spese, e' controproducente risparmiare sulla manutenzione ordinaria, perche' si finisce con il pagare di piu' in caso di guasto o, peggio, si rischia l’incidente.

In tal senso, l’Associazione invita a sensibilizzare i condo'mini sul corretto utilizzo degli spazi comuni.

Se nessuno imbratta i corridoi o sporca i pavimenti, sara' piu' facile evitare spese aggiuntive per il decoro.

Fonte: Padovanews

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