venerdì 6 febbraio 2009

La canna fumaria esterna con l'ok dell'assemblea.


Nell'ambito dei rapporti con gli altri condomini, deve ritenersi legittima la costruzione in appoggio al muro comune di una canna fumaria, a condizione che non derivi il pregiudizio al diritto degli altri condomini, di servirsi egualmente della cosa comune, o danno alla stabilità o sicurezza del muro, o dell'estetica dell'edificio e che rispetti le norme tecniche in materia .

Si veda in questo senso Cassazione 16 maggio 2001, n. 6341 per la quale " l'appoggio di una canna fumaria ( come, del resto, anche l'apertura di piccoli fori nella parete ) al muro comune perimetrale di un edificio condominiale individua una modifica della cosa comune conforme alla destinazione della stessa, che ciascun condomino, pertanto, può apportare a sue cure e spese, sempre che non impedisca l'altrui paritario uso, non rechi pregiudizio alla stabilità ed alla sicurezza dell'edificio, e non ne alteri il decoro architettonico; fenomeno, quest'ultimo, che si verifica non già quando si mutano le originali linee architettoniche, ma quando la nuova opera si rifletta negativamente sull'insieme dell'armonico aspetto dello stabile ".

Nel rispetto di tali condizioni, si può, a proprio rischio e spese, costruire la nuova canna fumaria a norma dell'articolo 1102, Codice civile, anche senza il previo assenso dell'assemblea condominiale, laddove ciò non sia espressamente vietato dal regolamento condominiale contrattuale.

E' però prudente chiedere l'autorizzazione dell'assemblea, la quale - laddove la nuova canna fumaria non violi la sicurezza, la statica, il decoro architettonico dell'edificio e non impedisca il pari godimento del muro condominiale da parte degli altri condomini ( in tal caso si renderebbe necessaria l'unanimità dei consensi degli altri condomini ) - deciderà con le ordinarie maggioranze.

Fonte: " L'esperto risponde " de Il Sole 24Ore

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