giovedì 5 febbraio 2009

Il " canone fognatura ": paga anche il condominio che non è allacciato.


Le spese per i tributi relativi al servizio di fognatura e depurazione devono essere pagati a prescindere dall'effettivo utilizzo del servizio, e addirittura dall'esistenza del servizio.

E' il principio affermato dalla sentenza 19134/2008 della Corte di Cassazione.

Nel caso esaminato dai giudici, un condominio aveva proposto ricorso alla Commissione tributaria provinciale contro un sollecito di pagamento delle somme relative al servizio di fognatura e depurazione.

Il condominio affermava che nulla era dovuto, dato che gli scarichi condominiali non erano collegati con la rete fognaria comunale.

Sia la Commissione tributaria provinciale, che quella regionale - a seguito dell'appello del Comune - avevano dato ragione al condominio.

La Cassazione, invece ha accolto il ricorso del Comune, puntualizando che il servizio di depurazione delle acque reflue costituisce - anche in base alle legge 36/1994 - un servizio pubblico irrinunciabile, che gli enti gestori sono tenuti ad istituire per legge.

Con la conseguenza che tutti gli utenti sono chiamati a contribuire, con il versamento di un canone, sia alle spese di gestione ordinaria del servizio, sia a quelle di installazione e completamento ( comprese le spese per il collegamento fognario delle singole utenze ).

L'articolo 14 della legge 36/1994 - norma successivamente abrogata, ma in vigore all'epoca del contenzioso e riproposta nei contenuti dell'articolo 155 del decreto legislativo 52/2006 - dispone che " la quota di tariffa riferita al servizio di pubblica fognatura e di depurazione è dovuta dagli utenti, anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi ".

Dunque il canone per i servizi di depurazione delle acque reflue, alla stregua della Legge 36/1194 e successive modifiche, è dovuto indipendentemente non solo dall'effettiva utilizzazione del servizio, ma addirittura dall'istituzione di quest'ultimo o dall'esistenza dell'allacciamento fognario di alcune singole utenze.

In particolare, deve darsi una interpretazione estensiva all'articolo 14 legge 36/1194: tale disposizione deve essere letta alla luce dell'intero impianto della legge 36/1194, diretta a disciplinare la gestione complessiva delle acque, e, tra l'altro, a garantire la loro qualità, favorendo la depurazione delle acque nere.

2 commenti:

fraboss ha detto...

Fermo restando quanto indicato nel post originale, visto che nel nostro condominio sito in Roma, si è aperta una controversia in merito, desidererei sapere se la suddivisione dell'importo del "canone fognatura" va fatta tenendo conto del "minimo impegnato" o soltanto sulla base dei reali consumi di acqua di ogni singolo condomino. Cioè se, indipendentemente dal consumo, l'importo corrispondente al minimo impegnato deve essere comunque corrisposto dal condomino anche se non ha consumato nemmeno un metro cubo di acqua. Grazie.

fraboss ha detto...

Ho reso buona nota del parere, ma non sono riuscito a trovare la sentenza della Corte di Cassazione n. 19134/2008 citata.
Me la potreste fornire?
Ciò allo scopo di completare la documentazione per il Condominio.
Grazie e cordiali saluti.

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