venerdì 30 gennaio 2009

Solo il caso fortuito esclude la colpa se cade della neve dal tetto comune.


Il condominio è in genere responsabile dei danni provocati dalla caduta delle neve dal tetto comune.

La neve, da quando comincia a depositarsi sul tetto dello stabile condominiale e sino a quando non si scioglie, diventa in un certo senso una parte comune dell'edificio e, in quanto tale, entra a far parte di quei beni che la legge pone sotto la custodia del condominio.

Il che significa che resta a carico dei condomini il risarcimento dei danni che i blocchi di neve e di ghiaccio, cadendo dal tetto, provocano a persone o a cose, sempre che il condominio non provi o identifichi il caso fortuito che ha reso eccezionalmente possibile l'evento dannoso.

Il caso fortuito si risolve sempre in un fenomemo imprevedibile in relazione al quale non può muoversi alcuna censura all'autore materiale dell'illecito.

E così, la nevicata è prevedibile in località montane o comunque in città in cui è normale che in inverno si verifichi: non lo è, invece, in altre zone, dove l'evento può davvero considerarsi eccezionale.

A ogni modo, il fatto che assume rilievo è normalmente quello successivo all'abbondante nevicata, quello cioè dello scivolamento della massa nevosa formatasi sul tetto allorchè la stessa abbia perso aderenza con la superficie e abbia iniziato, in assenza di accorgimenti tecnici, la caduta a blocchi verso il suolo.

Questo è comunque un fenomeno prevedibile che, in quanto tale, non può ritenersi fortuito ed idoneo ad escludere la responsabilità del condominio, sempre che da parte di quest'ultimo non sia stata prontamente segnalata, con opere o segnali inequivocabilmente idonei, la presenza del pericolo.

La circostanza è naturalmente quella dei danni provocati alle autovetture parcheggiate a ridosso dell'edificio condominiale.

Non è tuttavia irrilevante, in questo caso, la condotta tenuta dal danneggiato, che può formare oggetto di valutazione della sua colpevolezza tutte le volte che il suo comportamento sia casualmente connesso con la produzione dell'evento.

Va sempre fatta un'attenta analisi caso per caso, che tenga conto del luogo del danno, della presenza o meno di segnali di pericolo e delle concrete possibilità del proprietario del veicolo di sottrarsi al rischio, sistemando altrove la propria autovettura: elementi dai quali si può anche arrivare a stabilire una corresponsabilità del danneggiato.

Anche l'amministrazione comunale non è esente da responsabilità, qualora lo stesso danneggiato dimostri di non aver potuto spostare la propria auto a causa della neve che i mezzi pubblici hanno impropriamente accumulato dietro la vettura, impedendo di fatto ogni possibiltà di manovra.

La neve, una volta ghiacciata, rappresenta un ostacolo insuperabile che impedisce di rimuovere l'auto.

In difetto di accordo bonario, la misura della responsabilità da parte del Conume deve necessariamente essere lasciata al prudenziale apprezzamento del giudice.

( vedere: Cassazione Sezioni Unite, 12 novembre 1991, sentenza n. 12019; Cassazione Civile, 19 giugno 2008, sentenza n. 16607; 29 novembre 2006, sentenza n. 25243; 20 febbraio 2006, sentenza n. 3651; 15 marzo 2004, sentenza n. 5236; 20 agosto 2003, sentenza n. 12219; 10 febbraio 2003, sentenza n. 1948 ).

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