lunedì 12 gennaio 2009

Per un appartamento interessato da infiltrazioni può scattare anche il danno esistenziale.


È innegabile che l'abitare in un appartamento interessato da infiltrazioni d'acqua possa arrivare a creare disagio e frustrazione al punto da compromettere il diritto a una vita serena.

Tale non può essere definita, infatti, l'esistenza di chi trascorre i propri momenti liberi in un ambiente insalubre o comunque poco accogliente, e – tra l'altro – si trova di fatto costretto a rinunciare a ricevere amici nella propria casa.

Anche in condominio comincia a diffondersi il cosiddetto danno esistenziale, inteso come pregiudizio oggettivamente accertabile (e non già solo emotivo o interiore) che altera le abitudini del condomino e i suoi assetti relazionali, costringendolo a scelte di vita diverse rispetto a quelle che egli avrebbe adottato se non si fosse verificato un determinato evento dannoso.

È una situazione che impone un non poter più fare qualcosa o un dover agire o relazionarsi in modo differente, alterando le normali attività del condomino, e che va ad incidere sulla sua serenità personale, sia nell'ambito lavorativo che in quello familiare.

Il danno esistenziale non implica una sofferenza o un dolore, ma un peggioramento della qualità della vita.

Come tale, assurge a nuova e autonoma categoria di danno alla persona che merita di essere risarcito.

Le fattispecie che possono verificarsi in condominio sono davvero molteplici, ma il verificarsi di copiose infiltrazioni nell'appartamento è il caso più frequente e può dare origine a un danno, oltre che materiale, anche conseguente al fatto di non aver potuto pacificamente godere del proprio immobile per un tempo considerevole e di aver così dovuto mutare le proprie abitudini.

Quanto al risarcimento, spetta al danneggiato fornire le prove, anche attraverso testimonianze, purché esse siano dirette a dimostrare l'effettivo cambiamento in peggio che l'evento ha apportato alla qualità della sua vita e al suo normale rapportarsi con il mondo esterno.

Non sono escluse le prove per presunzione, mezzo quest'ultimo al quale il giudice può fare ricorso a patto che esse riguardino elementi gravi, precisi e concordanti.

Occorre comunque una prova precisa e in grado di consentire al giudice di liquidare il danno, quand'anche in via equitativa.

Una prova del genere si rivela comunque non facile da fornire, al punto che spesso il condomino rinuncia a richiedere il risarcimento del danno esistenziale.

Norme Codice civile Articoli 869, 892, 884,896, 1117, 1126, 2043, 2051 sentenze Cassazione civile 10 luglio 2008 n. 19305; 13 dicembre 2007 n. 26239; 12 giugno 2006 n. 13546; 19 gennaio 2006 n. 972; 16 febbraio 2005 n.3102; 19 gennaio 2005 n.1076; 27 dicembre 2004 n. 24006; 25 febbraio 2002 n. 2726; 28 novembre 2001 n. 15131.

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