martedì 2 dicembre 2008

Più spazio alla web-cam nei condomini.


La telecamera in cortile non è reato.

Le zone condominiali non sono tutelate dalla privacy e chiunque può installare la propruia webcam per difendersi dai ladri.

A patto che non vada a sbirciare oltre gli ingressi e le finestre degli appartamenti.

Smentendo le conclusioni dei giudici del Tribunale e della Corte d'Appello, la V Sezione penale della Cassazione - con sentenza 44156/2008 - ha limitato l'applicazione delle norme sulla privacy, cancellando la condanna a nove mesi di reclusione e al risarcimento dei danni che era stata inflitta ad una famiglia di Rovereto che per difendersi dagli intrusi aveva installato due webcam sul balcone di casa e su un albero nel cortile.

Le immagini potevano essere controllate via computer wi-fi o sul televisore.

Ma l'iniziativa non era piaciuta ai vicini, che avevano denunciato la famiglia per " illecita interferenza nella vita privata ".

Il tribunale di Rovereto prima e la Corte d'appello di trento poi, nel maggio del 2007, avevano condannato la famiglia.

Ma la Cassazione ha ribaltato le conclusioni dei giudici, evidenziando che le zone condominiali sono sostanzialmente aperte al pubblico.

E anche le " pertinenze del domicilio " ( vialetto d'accesso e porta dell'abitazione ), se non sono protette dall'accesso del pubblico, non possono essere sotto la tutela del diritto alla riservatezza.

Anzi, eventuali " manifestazioni di vita privata " in quelle aree sarebbero " realizzate inopinatamente ".

Ovvero, se si vogliono evitare sguardi ( elettronici o meno ) indiscreti, non ci si ferma nel cortile.

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