lunedì 1 dicembre 2008

Modifiche al riscaldamento ? Non serve più l'unanimità.


Gli abitanti di un condominio non potranno più opporsi alle modifiche dell'impianto di riscaldamento , sia esso centralizzato oppure autonomo.

Anche se non si è raggiunta l'unanimità nell'assemblea condomiale .

Lo ha affermato la Corte di Cassazione, con una sentenza ( numero 26822/08 ) con la quale sottolinea che la normativa approvata in materia " è finalizzata al conseguimento del risparmio energetico, sicchè essa consente alla maggioranza dei condomini, escludendo la necessità dell'unanimità, di decidere la dismissione dell'impianto di riscaldamento centralizzato e la sostituzione di esso con impianti autonomi rispondenti alle caratteristiche di legge".

Perciò, dice la Cassazione, " non è più consentito alla minoranza dissenziente di mantenere in esercizio il dismesso impianto, risolvendosi una tale eventualità in un dispendio maggiore di energia e non di quel risparmio perseguito dalla legge".

La sentenza ha accolto la protesta di un condominio di Bari che, nel corso di un'assemblea condominiale del 27 novembre 1998, aveva approvato, non all'unanimità, le spese relative a lavori straordinari per l'installazione di una canna fumaria, dopo la trasformazione dell'impianto centralizzato in impianti autonomi.

I giudici hanno sottolineato che non solo " la canna fumaria non può che essere un bene comune la cui installazione e manutenzione deve necessariamente gravare su tutti i condomini nelle proporzioni millesimali previste", ma ha evidenziato pure il passaggio del riscaldamentio da centralizzato ad autonomo consente quel " risparmio energetico " previsto dall alegge per cui " tutti i condomini devono partecipare alle spese per l'installazione".

Fonte: " Il Messaggero "

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