lunedì 22 dicembre 2008

La cucina "etnica" dà il via alla causa condominiale.


Il numero delle cause pendenti è oggetto di frequenti discussioni, ma sul fatto che la vita condominiale sia fonte di liti e controversie non ci sono dubbi.

Così come non ci sono dubbi sul fatto che amministratori e consulenti tecnici abbiamo ampie possibilità di intervento a livello di mediazione dei conflitti.

Uno sguardo in più sull'universo delle liti condominiali arriva dai dati rilevati dall'Anamni, l'Associazione nazional-europea degli amministratori d'immobili, che nell'ultimo anno ha visto crescere le segnalazioni di liti legate ai forti odori delle spezie utilizzate in cucina dagli stranieri.

Secondo l'associazione, le liti di condominio legate alle immissioni ( rumori molesti e cattivi odori ) sono le più frequenti:il 27% del totale.

Una percentuale di cui " la lamentela da cucina etnica " rappresenta il 16 per cento.

I dati raccolti dal centro studi dell'Anamni evidenziano dunque un aumento dell'intolleranza da parte di molti italiani, le cui lamentele si indirizzano spesso verso Paesi ben precisi: l'80% delle liti di stampo etnico-culinario coinvolge immigrati di origine asiatica ( India, Bangladesh e Pakistan ), seguiti alla distanza dai cinesi (15%) e da tunisini e marocchini.

Secondo il presidente dell'Anamni, Giuseppe Bica, spesso le lamentele sono ingiustificate: " Secondo l'articolo 844 del Codice civile, l'immissione non può essere impedita a meno che non superi la normale tollerabilità, rilevata nel contesto di riferimento ".

In altre parole una cosa è la cucina di tutti i giorni, un'altra l'odore e il fumo che arriva da esercizi commerciali quali locali e rosticcerie.

Nessun commento:

ShareThis

LinkWithin

Blog Widget by LinkWithin

wibiya widget