mercoledì 26 novembre 2008

Sul 36% parola all'amministratore.


E' sempre l'amministratore che deve comunicare ai singoli condomini l'ammontare delle spese sostenute per la detrazione Irpef del 36%, avendo cura di distinguere le spese riferibili a interventi sulle parti comuni da quelli concernenti singole unità abitative.

E' irrilevante ai fini del 36% il fatto che i proprietari delle unità immobiliari del condominio abbiano costituito una cooperativa edilizia a responsabilità limitata e che il contratto di appalto stabilisca che la fatturazione relativa ai versamenti effettuati dai soci, per la fruizione delle agevolazioni previste, sia effettuata direttamente dall'impresa esecutrice dei lavori di demolizione e ricostruzione dello stabile della cooperativa.

Lo stabilisce l'agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 442/E del 17 novembre 2008.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Soldi spariti, amministratore patteggia
PAVIA.

Poco meno di 150mila euro di spese condominiali, tra bollette di gas,

luce, acqua e manutenzione degli ascensori. E’ la cifra che gli

inquilini di due condomini di Pavia hanno pagato, per un paio di anni,

al loro amministratore. Ma i soldi sono stati versati all’Asm solo al

termine di un processo penale che ha visto coinvolto l’amministratore

stesso, imputato per appropriazione indebita. Paolo Agosti, 44 anni di

Pavia, per quell’accusa ha patteggiato, pochi giorni fa, due mesi di

reclusione e 400 euro di multa. L’amministratore di condominio ha

restituito il denaro. Del suo “ravvedimento”, a cui si fa cenno nella

sentenza, il giudice ha certamente tenuto conto. Come pure è stato

rilevato il fatto che il 44enne è incensurato. La sentenza non

chiarisce alcun dettaglio, e lo stesso avvocato difensore, Stefano

Nosotti, già in fase di indagine aveva scelto di non commentare la

vicenda. «I processi non si fanno sui giornali e non ho intenzione di

spiegare alcunché ai giornalisti», si era limitato a dire qualche

settimana fa. Poche parole anche da parte del ragioniere: «Si è risolto

tutto, non c’è molto altro da dire». E in effetti la restituzione dei

soldi ai condomini ha permesso di chiudere la faccenda con strascichi

giudiziari tutto sommato limitati. E’ vero che il giudice, nella

sentenza, parla di «elementi indiziari di responsabilità» a carico

dell’imputato, ma va detto che il patteggiamento, che è un rito

previsto dal codice, non implica affatto un’assunzione di “colpa” da

parte di chi ne fa richiesta. Non è chiaro, perciò, se il reato sia

stato commesso nei termini che vuole l’accusa (con l’amministratore che

avrebbe intascato il denaro delle bollette), oppure se si sia trattato

di una “leggerezza”, dovuta magari alla modalità di gestione dei due

condomini. Fatto sta che l’amministratore doveva rispondere di

appropriazione indebita in merito alla gestione di due palazzi di

Pavia: il condominio Delta, situato in via Grassi, e il condominio

Gardenia, in via Bernardo da Pavia. Nel primo caso l’ammanco avrebbe

riguardato 1.855 euro versati dai condomini per una polizza

assicurativa e altri 13.368 che dovevano essere versati all’Asm per il

gas fornito in tre anni, dal 2005 al 2007. Il secondo capo di

imputazione riguarda lo stesso periodo, ma l’altro condominio. In

questo caso, per l’accusa, l’amministratore si sarebbe appropriato di

una somma di 132.700 euro versati periodicamente dai condomini per

pagare le spese condominiali, che includono il gas, la luce, l’acqua e

la manutenzione degli ascensori. Una cifra poi restituita, ma che è

stata al centro dell’indagine avviata dalla Procura che si è alla fine

conclusa con un patteggiamento. Il 44enne ha beneficiato della

sospensione condizionale della pena.

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