martedì 25 novembre 2008

Riscaldamenti, in arrivo rincari del 5 per cento.


Il clima mite nella prima parte di novembre ha limitato l'entità dei rincari, ma il riscaldamento per le famiglie romane costerà, quest'anno, in media il 5% in più rispetto allo scorso anno.

Senza dimenticare le spese di manutenzione.

Cominciano ad accendersi i riscaldamenti nella Capitale, anche in vista dell'arrivo del freddo: Roma, come recita il DPR 442 del 1993, si trova nella fascia climatica D, dove la facoltà di accensione degli impianti è in vigore fino al 15 aprile, per un massimo di 12 ore giornaliere, tra le 5 e le 23.

Grazie alle temperature miti, la maggioranza degli amministratori dei condomini ha scelto di posticipare di qualche giorno l'accensione, possibile dal 1° novembre: questo consentirà di contenere, parzialmente, i rincari derivanti dall'aumento dei prezzi dei combustibili.

Secondo la stima di Federconsumatori, rispetto alla scorsa stagione, " si spenderà almeno il 5% quantificabile in 50-60 euro aggiuntive sulla quota di dodici mesi fa ".

Per un'abitazione tradizionale, la spesa complessiva prevista si aggira tra 1.000 e 1.100euro suddivisa nelle rate tra novembre e aprile: il gas metano ha un costo intorno agli 85 centesimi al metro cubo, il gasolio, di circa un euro al litro.

" Difficile fare previsioni, la spesa precisa si definirà solo nei prossimi mesi - ricorda Carlo Parodi, direttore del centro studi dell'Anaci, Associazione nazionale degli amministratori condominiali e immobiliari -. Il gasolio subisce più velocemente le oscillazioni di prezzo del petrolio, mentre il costo dal gas varia con più lentezza. Su quest'ultimo, gli aumenti potrebbero farsi sentire da gennaio."

Ma qualche semplice regola per contenere la spesa esiste.

" Oltre all'installazione di un contabilizzatore di calore, che consente di spendere quello che effettivamente si consuma - aggiunge Parodi - un altro suggerimento è quello di concordare orari di accensione continuativi: avviare, spegnere e poi riaccendere un riscaldamento costa di più rispetto ad un impianto acceso senza sosta.

Per risparmiare, è consigliabile, poi verificare il corretto funzionamento della centralina".

Altra regola non scritta è evitare che il calore venga dispeso a causa di finestre lasciare aperte o difettose.

Per gli oltre 23.000 impianti centralizzati presenti nella Capitale, la manutenzione, solitamente curata dagli amministratori, è annuale o semestrale.

Proprio la cura dell'impianto non può essere trascurata.

" E' auspicabile un controllo semerstrale - conclude Giuseppe Bica, presidente dell'Anammi, Associazione nazionale degli amministratori di immobili - affidandosi sempre a tecnici affidabili.
La verifica riguarda sia l'accensione che lo spegnimento del'impianto.
Il rendimento fumi, vale a dire il controllo sul meccanismo di combustione, va invece operato ogni due anni".


Fonte: Luca Brugnara de Il Messaggero

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