lunedì 3 novembre 2008

Gli amministratori: per difendersi bisogna risparmiare energia.



"Per un condominio medio, da 14 appartamenti, la spesa per il riscaldamento può variare da 20 a 25 mila euro a stagione.

Quest'anno ci aspettiamo circa un 10% in più rispetto all'autunno-inverno 2007-2008.

Che le devo dire, speriamo che almeno serva da spinta per imboccare una strada di risparmio energetico, la sola che ci possa garantire di pareggiare il conto rispetto all'anno scorso. E di massimizzare i benefici negli anni a venire." Carlo Parodi, direttore del Centro studi nazionale Anaci ( l'Associazione amministratori di condominio italiani ) cerca di puntare sul risvolto positivo della medaglia.

" Gli italiani - afferma - sono poco sensibili sul lato del risprmio energetico.

Comporta dei sacrifici e a volte anche delle spese.

Queste spese non vengono percepite per quelle che sono: un investimento sul futuro.

Vengono vissute come un peso, fonte di litigi e discussioni, nonostante siano sostenute da rilevanti sgravi fiscali.

" Quali sono, allora, le misure per difendersi dal caro prezzi del gas ?

La più semplice: accendere un'ora in meno.

La più sensata: optare per un periodo unico di accensione ( per esempio dalle 12 alle 22 ).

" Due periodi di accensione - prosegue Parodi - sono deleteri.

Accenddere la caldaia per due ore, per esempio dalle 6 alle 8 del mattino, e poi spegnerla è un grande spreco perchè ci vuole un tempo per scaldare l'acqua che poi si raffredda e occorre ricominciare daccapo."

Fin qui, non sono necessari investimenti, ma solo qualche piccolo cambaimento di abitudini.

I problemi maggiori vengono quando si devono spendere i soldi. " da un anno - aggiunge Parodi - stiamo tentando di cambiare la caldaia in uno stabile a Roma, optando per una nuova, a consensazione.

Costo 30.000 euro: il 55% si recupera dalle tasse, il resto attraverso l'abbattimento dei consumi che, è dimostrato, scendono anche del 30%.

Eppure noi amministratori incontriamo difficoltà continue." I vantaggi fiscali sono previsti dalla Finanziaria 2007 e resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2010.

Ma altre agevolazioni sono disponibili.

" Non riusciamo a far passare nemmeno l'uso dei contabilizzatori di calore.

Cosa sono ? Sono degli apparecchi che si applicano ai termosifoni e consentono, appunto, di contabilizzare il consumo.

Si continua a pagare una quota fissa ( per esempio il 30%, imputabile ai millesimi ) e per il 70% si spende in funzione del proprio consumo effettivo.

In questo caso, il beneficio fiscale è del 36%, il resto lo si recupera sul consumo.

Perchè riscaldare le case vuote ?

Se per esempio una famiglia parte per la settimana bianca, con i contabilizzatori risparmia 100 euro in quei sette giorni.

E' stato calcolato che si possono raggiungere risparmi dal 30 al 50% sui consumi quotidiani.

E il costo di installazione è relativo: da 80 a 100 euro a termosifone.

Non ci sono opere murarie, non si deve rompere tutta la casa.

La legge esiste dal 1991, eppure sono pochi i condomini che la utilizzano ".

Fonte: Barbara Corrao de " Il Messaggero "

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