giovedì 30 ottobre 2008

Gli alberi esclusivi possono " diventare " comuni.


Gli alberi di alto fusto, in quanto forniscono utilità differenziate al proprietario esclusivo del suolo, e, allo stesso tempo, ai titolari delle unità immobiliari dell'edificio condominiale, formano oggetto di interessi distinti.

L'interesse che riguarda l'intero edificio viene assunto sul piano formale come componente di quel particolare bene giuridico, costituito dal decoro architettonico dell'edificio tutelato direttamente dalla legge.

Sulla base di questo argomento, la Suprema Corte di cassazione ha affermato che alla proprietà esclusiva degli alberi di alto fusto accede in vincolo della destinazione delle stesse piante a vantaggio dell'edificio condominiale.

Per il proprietario gli alberi presentano una utilità consueta e tradizionale mentre per il condominio l'utilità consiste , specificatamente, nel formare un elemento ornamentale che concorre a costituire in modo indissolubile il decoro architettonico dell'edificio.

Dalla premessa che gli alberi di alto fusto appartengono in proprietà esclusiva ad un condomino e che tuttavia sono componenti essenziali del decoro architettonico dell'edificio, che è bene comune tutelato dalla legge, la Suprema corte ha tratto la conseguenza che i partecipanti al condominio, ciascuno in proporzione alla propria quota di proprietà, ex articolo 1123, comma 1, Codice civile, sono obbligati a contribuire alle spese di potatura evidentemente funzionale alla conservazione di tale decoro ( Cassazione 3666/94 ).

Fonte: " L'Esperto risponde " de Il Sole 24Ore

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